Venerdì, 02 Marzo 2018 10:00

    Micorrize: quando i funghi aiutano la pianta

    Una micorriza (dal greco mykos: fungo, e rhiza: radice) può essere definita come una simbiosi mutualistica tra una pianta ed un fungo, localizzata nell’apparato radicale o in una struttura simile.

    Il mutualismo si concretizza nel trasferimento bidirezionale delle sostanze nutrienti. Il fungo è dotato di una serie di collegamenti ifali che, sviluppandosi nel terreno, rendono possibile un efficace assorbimento di sostanze nutritive. Queste sostanze vengono poi trasferite alla pianta grazie alla posizione occupata dal fungo nelle radici.

    I funghi colonizzano le radici senza causare danni e ottengono dalla pianta zuccheri che non sono in grado di sintetizzare, mentre le piante ricevono nutrienti minerali e acqua, assorbiti e traslocati attraverso la grande rete ifale che si estende dalle radici micorrizate al suolo circostante e che costituisce un vero e proprio apparato assorbente ausiliario. Le piante ospiti presentano una crescita più rigogliosa (per il migliore stato nutrizionale) e anche una maggiore tolleranza agli stress biotici ed abiotici, rispetto alle piante prive di simbionti fungini. I funghi micorrizici sono considerati dei fattori essenziali del funzionamento e della biodiversità degli ecosistemi, in quanto ogni cambiamento nella loro popolazione influisce sulla composizione della comunità vegetale. Inoltre i fotosintati di una pianta possono essere trasportati ad altre piante, anche di specie diverse, quando queste condividono lo stesso fungo micorrizico in modo da redistribuire le risorse energetiche all’interno delle comunità vegetali.


    Fonte: www.fertirrigazione.it

     

    La formazione delle micorrize induce cambiamenti nella composizione minerale e nella fisiologia dei tessuti vegetali e, come conseguenza, negli essudati radicali. Tutto ciò insieme allo sviluppo del micelio del fungo intorno alle radici,  comporta alcune modifiche chimico-fisiche nell’ambiente circostante le micorrize. Questi cambiamenti influenzano le popolazioni microbiche. La zona di influenza delle micorrize è definita “micorrizosfera”  (da cui ne consegue il cosiddetto effetto micorizzosfera). Solitamente le micorrize concentrano i nutrienti nella rizosfera in seguito al trasporto e immagazzinamento da parte delle micorrize quando la simbiosi è attiva, e del rilascio di materiali quando il fungo muore.

    Alcuni studi hanno confermato l’ipotesi che una coevoluzione di questi simbionti con le piante ospiti sia risultata fondamentale per la colonizzazione delle terre emerse da parte delle piante.

    Le micorrize che colonizzano i nostri suoli vengono definite “micorrize arbuscolari” ed appartengono in genere al phylum Glomeromycota. Tra queste, le più importanti specie appartengono al genere Glomus come Glomus intraradices, G. caledonium, G. clarum.

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    Autore: la Redazione

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