Martedì, 20 Marzo 2018 18:00

    "Snackizzare" l'uva da tavola per aumentarne il valore

    Per un’attenta analisi del mercato è importante approfondire i due trend citati nel titolo, quello dell’import a valore e quello dell’import a volume.

    Import a valore
    Il valore delle importazioni in Europa nell’ultimo decennio è cresciuto del 31,9%. L'Italia ha aumentato la quota delle proprie esportazioni verso il Vecchio Continente del 25%, mentre altri Paesi esportatori - Grecia, Spagna, Perù, Sudafrica, Brasile, Egitto, Marocco - hanno registrato nel complesso una crescita anche più forte (+46,5 %).

    A livello di valore, l’Italia è co-leader con il Sudafrica sui mercati europei, anche se lo Stato africano haun'altra finestra commerciale. Il Cile, è l'unico Paese in calo in Europa, perché sta dirottando parte delle proprie spedizioni verso l'Asia, continente in grado di valorizzare maggiormente - in termini di euro/kg - le produzioni. In crescita anche il Perù, l'India, la Spagna e l’Egitto.

    Import a volume
    I volumi importati in Europa sono in leggero calo (-3%). L'Italia in termini di export è circa in bilancio (+ 3%), mentre le altre origini stanno aumentando notevolmente la propria quota (+10,3%). Anche a livello di volume l'Italia è leader assoluto in Europa, ma con cifre in decrescita. Situazione simile per altri Paesi, salvo alcune origini come l’India, che sta aumentando le quantità esportate.

    Nel 2016 il Paese che ha importato più uva da tavola è stato l'Olanda (30% del totale), in quanto rappresenta la maggior porta di entrata per le uve controstagionali provenienti dall’Emisfero Sud. A seguire la Germania (26%), mercato
    in cui l'Italia è leader, e il Regno Unito (25%), dove invece il nostro Paese è quasi assente e dove la Spagna ha conquistato una leadership molto stabile negli ultimi anni.

    In Europa, quindi, l’Italia è leader dal punto di vista del volume e co-leader da quello del valore. Purtroppo il nostro Paese si caratterizza anche per un’altra leadership, ma in negativo: quella del prezzo medio per chilogrammo più basso (1,45 €/kg) rispetto alla Spagna che invece è oltre 1 €/kg in più. Questo perchè l'Italia esporta molta più uva con seme rispetto al Paese Iberico.

    Una possibile soluzione
    Il contesto descritto è chiaro: le produzioni di uva da tavola italiane sono in calo e la popolazione del Vecchio Continente, nostro principale mercato di riferimento, è in flessione. Si tratta di previsioni poco rosee per il settore.

    Quale possibile soluzione?
    Per dare una risposta, si rende necessario fare un parallelismo tra uva da tavola e uva da vino. A livello europeo, anche dal punto di vista dell'uva da vino, il nostro Paese è leader in volume, con oltre 20 milioni di ettolitri di vino esportati per un valore di circa 5,5 miliardi di euro. La Francia, nostro principale competitor nel settore vinicolo, ne esporta meno, circa 14 milioni di ettolitri, ma per un valore di oltre 8 miliardi. I francesi sono stati quindi molto bravi a valorizzare il proprio prodotto, non aumentando i volumi esportati ma il valore unitario.

    Il settore dell’uva da tavola dovrebbe utilizzare la medesima strategia: puntare sul valore e non sul volume.
    La penetrazione, ovvero l'entità percentuale della diffusione di un prodotto all'interno di una popolazione (in termini più semplici, la percentuale di persone che acquista uva in un determinato periodo, in questo caso un anno) è da ritenersi ai massimi storici.

    E quando la penetrazione è al top, una strategia potrebbe essere quella di aumentare la frequenza di acquisto, avviando ad esempio il processo di "snackizzazione" offrendo confezioni particolarmente piccole e confezioni che si caratterizzano per particolari forme (tubolari, allungate, appuntite, ecc.) o per nuove sensazioni gustative (al sapore di caramello, di ciliegia, di frutta tropicale, ecc.).

     Leggi la prima parte di questo articolo cliccando qui

     Leggi la terza parte di questo articolo cliccando qui

     

    Autori: Michele Dall'Olio: Fresh4cast - Londra (UK) e

    Domenico Zagaria: Agrimeca Grape and Fruit Consulting - Turi (BA)

    copyright: uvadatavola.com

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