Mercoledì, 13 Giugno 2018 08:58

    Agricoltura di precisione: interesse crescente in Italia ma poca applicazione concreta

    Intervenendo a una tavola rotonda per fare il punto sull'applicazione, in Sardegna, il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha affermato: "L'agricoltura di precisione è un'opportunità straordinaria, ma fin qui non è stata colta pienamente, la Regione non ha investito abbastanza su questo fronte e noi abbiamo ereditato un Piano di sviluppo rurale poco coraggioso".

    Durante il confronto tra aziende, agenzie agricole regionali, addetti ai lavori e centri di ricerca, ospitato nel centro sperimentale di Bonassai, il presidente ha ribadito che "investire in tecnologia e innovazione può migliorare la qualità delle produzioni", e che "la competitività delle imprese agricole e il benessere delle nostre campagne dipende dalla loro volontà di accettare la scommessa e di predisporsi al cambiamento".

    Ovviamente, la Regione dovrà fare la sua parte. "Finora non si è investito abbastanza su questo fronte. Dal confronto con le aziende vogliamo capire come intensificare il nostro impegno".
    Intervenendo a una tavola rotonda per fare il punto sull'applicazione, in Sardegna, dei principi e dei modelli votati all'innovazione dei macchinari e delle pratiche colturali nelle campagne sarde, il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha affermato: "L'agricoltura di precisione è un'opportunità straordinaria, ma fin qui non è stata colta pienamente, la Regione non ha investito abbastanza su questo fronte e noi abbiamo ereditato un Piano di sviluppo rurale poco coraggioso".

    Di certo, però, anche l'industria agricola deve fare un passo deciso in avanti. "Serve un ricambio generazionale, i giovani sono più propensi a fare cose innovative - ha concluso - non basta comprare un macchinario, serve l'entusiasmo e la volontà di cambiare decisamente strategia aziendale".

    Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore regionale dell'Agricoltura, Pierluigi Caria. "Abbiamo messo a correre tutte le risorse di cui il Piano di sviluppo rurale disponeva per questa inversione di rotta e abbiamo investito 5milioni di euro - dice - a breve andranno alle oltre 50 aziende ritenute idonee per contribuire a colmare un gap che non è solo sardo, l'Italia è molto indietro rispetto al resto d'Europa". Secondo Caria "serve una certa predisposizione alla tecnologia, serve un'agricoltura istruita, un ricambio generazionale, investimenti aziendali - conclude - sono convinto che questo mix porterà un risultato buono".

    Nel frattempo, anche in Puglia si discute sul tema. "Auspichiamo che i due DdL sull'agricoltura di precisione presentati in audizione in IV Commissione consiliare si integrino in maniera coerente, perché si pongono entrambi l'obiettivo di promuovere in Puglia il ricorso al precision farming per aumentare le performance e la competitività delle aziende agricole", ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

    "L'agricoltura di precisione ha potenzialità di crescita enormi – ha aggiunto Cantele - basti pensare che appena il 2% della superficie agricola utilizza in Italia robot e sensori di precision farming. Si stima che nei prossimi anni il mercato cresca al ritmo del 20% annuo e con un valore che nei prossimi 5 anni si prevede raggiunga i 4,5% miliardi a livello mondiale, di cui un miliardo nella sola Europa. Bisognerà sviluppare soluzioni adattabili sia a grandi superfici che a superfici ridotte".

    Molto rispondente agli indirizzi della Comunicazione sul futuro della PAC il DdL a firma del consigliere Damascelli, secondo Coldiretti Puglia, perché mette in campo l'idea di un piano regionale di sviluppo del precision farming, propedeutico alla programmazione 2021-2027. Indispensabile la copertura finanziaria della futura legge, in modo da rendere realmente realizzabili le attività di promozione del precision farming, utili ad aumentare il livello competitivo delle aziende agricole.

    "Oltre alle applicazioni innovative in campo rurale – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - la riconferma per i giovani agricoltori under 40 dell'esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l'ulteriore anno, per cui Coldiretti Giovani Impresa si è impegnata fortemente, possono dare ulteriore impulso alla crescita in termini di innovazione delle aziende agricole, soprattutto quelle più giovani", oltre all'abolizione dell'Irpef agricola, misure contenute nella Manovra finanziaria del dicembre 2017. "Inoltre, per la Commissione europea nel nuovo bilancio UE per il 2021-2027 – ha concluso Corsetti - saranno disponibili anche 10 miliardi per la ricerca e l'innovazione in agricoltura, circa il triplo della dotazione attuale".

    In quest'ottica è nato il progetto realizzato da ISMEA e Bonifiche Ferraresi che si pone l'obiettivo di favorire l'adozione e la diffusione su vasta scala territoriale di sistemi di gestione avanzata, attraverso l'utilizzo delle tecnologie innovative in favore delle imprese agricole e agroalimentari italiane, in coerenza con le strategie di sviluppo delineate a livello europeo e nazionale.

    "E' cresciuto nel primo semestre del 2017, di un ulteriore 6,6% in Puglia il numero delle imprese agroalimentari under 35 sul totale delle aziende agricole, secondo i dati di Unioncamere, con 5544 giovani 'innovatori' – conclude Coldiretti Puglia - che in agricoltura sono riusciti a rappresentare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari e attivisti, alimentando una speranza rispetto ai tanti giovani costretti a cercare lavoro all'estero".

     

    Fonte: www.ansa.it

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