Venerdì, 20 Luglio 2018 10:46

    Tignola della vite: identificazione, danno e ciclo biologico

    La Tignola della Vite è un lepidottero presente nella maggior parte degli areali di coltivazione del sud Italia.

    Identificazione
    La lotta a questo insetto avviene contemporaneamente a quello della tignoletta della vite (Lobesia botrana) i cui cicli biologici si accomunano. L’adulto della tignola è una farfalla di 10-14 mm di apertura alare riconoscibile dalla presenza da una striscia mediana di colore scuro, visibile in posizione di riposo dell’adulto. Le ali sono di colore giallo e frangiate ai bordi.
    La larva al primo stadio ha una colorazione grigiastra che scurisce con lo sviluppo larvale fino a diventare nell’ultimo stadio di colore bruno mattone.

    Danno
    Il danno si manifesta sia in fioritura (prima generazione), sia sugli acini in fase di ingrossamento ed invaiatura (seconda generazione). Il danno sul grappolo in fase di ingrossamento è estremamente dannoso per l’agricoltore in quanto sulle lesioni provocate dalla tignola si instaurano facilmente botrite e marciume acido e sulle varietà da tavola anche pochi acini danneggiati inficiano negativamente sulla qualità del prodotto. Danni del tutto simili sono causati dalla Lobesia botrana

    Ciclo biologico
    L’insetto sverna come crisalide, sotto la scorza della pianta o in altri anfratti del vigneto (pali di legno, vecchi ceppi, ecc.).
    la prima generazione di adulti compare ad aprile- maggio ed ovidepongono sui fiori. Le larve di questa generazione si nutrono appunto dei fiori (antofaghe).

    Le larve di prima genarazione si impupano all’interno dei grappolini fiorali e da qui sfarfallano nel periodo giugno-luglio. Da questi adulti si origina la generazione più dannosa poiché questi ovidepongono sui grappoli in accrescimento con un’azione carpofaga delle larve. La larva tende a forare più acini nel corso della sua attività e quindi anche una bassa presenza causa notevoli danni economici.

    L’accrescimento delle larve di questa generazione si protrae fino ad ottobre formando le crisalidi che sverneranno tra gli anfratti della pianta e generando l’infestazione nella stagione successiva. Questo ciclo impone due generazioni l’anno e raramente si più formare una terza generazione che risulta però spesso incompleta.

     

    Fonte: coltivobio.com

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