Giovedì, 11 Ottobre 2018 06:00

    Agronomi e ingegneri per un sistema intelligente di copertura dei vigneti

    A quanto ammonta la spesa, di tempo e denaro, che un produttore di uva da tavola deve sopportare per aprire e richiudere i teli del vigneto per l'ingresso delle macchine o in occasione di eventi climatici particolari (come un'impennata delle temperature o al contrario un'improvviso calo)?.

    Sicuramente le spese sarebbero nettamente inferiori se ingegneri ed esperti di sensoristica e nuove tecnologie lavorassero al fianco dei viticoltori e dei tecnici di campo per immaginare un nuovo tipo di tendone. Magari una tensostruttura non più statica, ma dinamica, capace di registrare i dati climatici (umidità/temperatura ecc) e in relazione a questi aprire le paratie laterali del vigneto o il tetto ed attivare le reti ombreggianti per abbassare la quantità di luce o la radiazione incidente.


    Tutto questo non è fantascienza, ma è il cuore pulsante del progetto "Mistral", ovvero maestrale, il vento freddo e secco che spira da Nord e che spesso porta scompiglio. L'idea nasce grazie alla collaborazione dell'Azienda agricola Cacucci Giuseppe, capofila del progetto, con il prof Carmine Pappalettere,del Dipartimento di Meccanica, Matematica e Management del Politecnico di Bari, l'azienda ICMEA srl, specializzata in automazione, lo Spin Off CENMS srl, l'organizzazione di produttori APOC Salerno e lo Studio tecnico agronomico "dottor Antonio Latrofa".


    Parola d'ordine: multidisciplinarità
    Giuseppe Cacucci, agronomo presso Food Agri Service, spiega a uvadatavola.com: "Mistral è il progetto con cui stiamo partecipando alla misura 16 della Regione Puglia (risultati finanziabili per la sottomisura 16.1 ed in presentazione per la 16.2). L'obiettivo è realizzare un prototipo di sistema di copertura dinamica del vigneto. La forza del progetto è proprio nella multidisciplinarità dell'approccio".

    "Nel corso dei decenni il comparto dell'uva da tavola, che si avvale di una struttura a tendone, non ha mai attratto in campo professionalità di tipo ingegneristico, che hanno quotidianamente a che fare con il dimensionamento e l'ottimizzazione di strutture - continua l'agronomo -. Le migliorie applicate nel corso degli anni ai vigneti sono sempre state il frutto dei tentativi e delle sperimentazioni dei singoli produttori. Non ci si è mai affidati alla progettazione esperta di ingegneri, ritenendo il comparto di pertinenza solo dei viticoltori. In campo però c'è bisogno di un approccio più professionale per far sì che l'uva da tavola resti una coltura ad alto reddito".

    La sfida della sostenibilità
    Eppure delle serre di questo tipo già esistono in agricoltura, infatti continua l'agronomo: "In altri settori come l'orticoltura e il florovivaismo già ci si avvale di serre altamente tecnologiche sincronizzate con i parametri climatici. Nel comparto viticolo da tavola queste tecnologie non sono mai state adottate, si lavora ancora manualmente perché i costi per l'automazione sono ritenuti molto alti. Ecco, la  sfida del progetto Mistral è proprio quella di rendere tutto sostenibile dal punto di vista economico, anche per il piccolo e medio imprenditore agricolo locale".

    Non dobbiamo trascurare i cambiamenti climatici in atto, assistiamo ad eventi piovosi imprevisti e intensi: "Esatto, in agricoltura siamo già chiamati a lavorare con tempestività. Quando quest'estate in Puglia ha grandinato siamo passati in soli 5 minuti da 35°C a 20°C. Avere un tendone automatizzato consentirà al produttore di garantire un'adeguato microclima allo sviluppo delle piante".

    "Quello agricolo è un settore sconosciuto per gli ingegneri, insieme potremo fare grandi cose", conclude Giuseppe Cacucci.

    Incontro pubblico venerdì 19 ottobre
    Se siete curiosi e volete saperne di più sull'argomento non vi resta che prendere parte all'incontro informativo previsto per venerdì 19 ottobre 2018 dalle 17:30 alle 20:00 a Noicattaro (BA), in sala Consiliare. Oltre ad ascoltare i dubbi e le domande dei produttori si discuterà del perché è necessario dal punto di vista agronomico avere delle strutture dinamiche per agevolare lo sviluppo delle piante e quindi sostenere la produzione. Il professore Carmine Pappalettere si occuperà di affrontare l'approccio ingegneristico/tecnico delle strutture. Nei prossimi mesi saranno organizzati incontri simili anche a Ginosa (TA) e presso il politecnico di Bari.

    Questo progetto è quindi una sfida che mira a rendere mobile quello che finora è stato immobile. La multidisciplinarità, come il vento di maestrale, scompiglia tutto e prova ad offrire nuove soluzioni percorrendo strade ancora inesplorate. Le piante e le strutture, per loro natura radicate alla terra, possono acquisire dinamismo grazie all'alta tecnologia e allo sguardo di esperti di settori altri rispetto all'agricoltura.

     

     

    Autore: Teresa Manuzzi 

    Copyright: uvadatavola.com

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