Giovedì, 12 Aprile 2018 07:52

    Le lumache nel trattamento biologico contro la peronospora

    Gli Oomiceti sono microrganismi filamentosi acquatici che si nutrono di piante e animali.

    Responsabili di malattie devastanti come la peronospora, questi agenti patogeni sono una vera e propria minaccia per l'agricoltura e in special modo per la viticoltura.

    Attualmente non esiste un modo di lotta specifico contro questi organismi e il trattamento della malattia richiede l'uso di agrofarmaci.

    Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare rapidamente. Infatti, un team di ricercatori francesi (Unité mixte de recherche Inra/Université de Nice Sophia Antipolis/CNRS) ha recentemente rilevato l'attività anti-oomicetiche di una proteina ampiamente prodotta nel mondo vivente.

    Questa molecola è stata rivelata grazie ad un piccolo invertebrato che si trova nei tropici in luoghi ricchi di patogeni come stagni, paludi o scarichi: la lumaca d'acqua dolce Biomphalaria glabrata.

    "Per garantire la discendenza, questi molluschi depongono le uova in grappoli e le ricoprono con un gel protettivo. Studiando la sua composizione, si è scoperto che una singola proteina, BgLBP / BPI1, rappresenta il 60% di tutte le proteine che compongono la pellicola protettiva ", ha spiegato Christine Coustau, direttore di ricerca al CNRS e co-firmatario di un recente articolo pubblicato sulla rivista PLoS Pathogens. Questa proteina era già nota per le sue proprietà antibatteriche, ma una concentrazione così alta ha attirato l’attenzione dei ricercatori che hanno cercato di verificare l’esistenza di un più ampio raggio di azione.

    Infatti, in vitro, ceppi oomiceti molto diversi fra di loro come Phytophthora, patogeno delle piante, e Saprolegnia, patogeno dei pesci, non sopravvivono a una esposizione alla BgLBP / BPI1.

    In vivo, le uova delle lumache nelle quali è stata inibita la produzione della proteina sono attaccate dagli oomiceti, contrariamente alle uova che presentano una quantità normale di proteina. Infatti, la proteina attacca le zoospore degli oomiceti che rappresentano lo stadio mobile ed infettivo. Pertanto la proteina può sia curare direttamente la malattia che prevenirne la propagazione.

    Questa proteina potrebbe quindi rivelarsi un arma molto efficace per proteggere le risorse agricole contro gli oomiceti, rappresentando una alternativa biologica di lotta contro questi organismi. Di fatto sta suscitando l'interesse dell’industria fitosanitaria ed è stata oggetto di deposito di brevetto da parte dell’INRA.


    Fonte: INRA

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