Martedì, 26 Settembre 2017


Difesa

Nuovi batteri tropicali minacciano vite, agrumi e palme: un progetto dell'Unibo studia come evitare il contagio

18 Maggio 2017

Scongiurare la diffusione di alcuni importanti malattie batteriche delle piante presenti in aree tropicali e subtropicali che già oggi mettono a rischio l'importazione di prodotti alimentari e che - considerando i cambiamenti climatici in atto - potrebbero portare in futuro a pesanti ricadute economiche anche sulle produzioni agricole in Europa.

Se ne occuperà un nuovo progetto europeo coordinato dall'Università di Bologna e che coinvolge 22 partner da tutto in mondo.

Vite, agrumi e palme sono tra le specie a rischio contagio di queste malattie trasmesse da insetti e dovute ad alcuni batteri attualmente da quarantena nell'Unione Europea.

Il progetto, che si chiama "Tropicsafe - Insect-borne prokaryote-associated diseases in tropical and subtropical perennial crops", mira ad evitarne la diffusione in Europa e a ridurne la presenza nelle aree tropicali e subtropicali, dove sono attualmente in fase epidemica

"Queste malattie - spiega Assunta Bertaccini, docente di Patologia vegetale presso il Dipartimento di Scienze agrarie dell'Alma Mater e coordinatrice del progetto - sono dovute alla presenza di batteri privi di parete (fitoplasmi) associati a giallumi delle palme (lethal yellowing) e della vite (yellows).

Nel caso degli agrumi si tratta invece di batteri che possiedono una sottilissima parete e sono associati ad una malattia nota come huanglongbing che, partita dalle coltivazioni cinesi, è ora devastante in America".

Il progetto studierà queste malattie in aree dell'Africa (Ghana, Sudafrica e Reunion), dell'America (Messico e Cile) e in alcune zone Caraibiche (Guadalupa, Giamaica e Cuba), oltre che in Spagna e in Italia.

Le conoscenze e le metodologie messe a punto a livello europeo dai partner italiani, spagnoli, sloveni, inglesi e danesi che partecipano alla ricerca, verranno sviluppate ed adattate alle situazioni epidemiche specifiche in modo da predisporre strategie basate sulla gestione integrata di queste malattie molto invasive perché trasmesse da insetti.

 

Fonte: Ansa

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