Lunedì, 11 Dicembre 2017


Eventi

Premio Bella Vigna 2017: vincono territorio, sostenibilità ed innovazione

28 Novembre 2017

Si è conclusa con un gran successo di pubblico, ma soprattutto di entusiasmo, la seconda edizione del "Premio Bella Vigna".

La manifestazione si è svolta a Monopoli, presso il resort "Il Melograno", venerdì 24 novembre 2017. Ad aggiudicarsi il primo premio, per il miglior vigneto di uva da tavola, con la varietà Scarlotta Seedless®, è stata l'azienda agricola Giovanni Serini di Ginosa (foto in alto).

L’azienda agricola Santa Chiara di Massimo Pernice, di Conversano, con la varietà Italia è stata insignita del secondo premio; invece il terzo posto è stato assegnato all’azienda agricola Luva Sarls di Noicàttaro per il vigneto della varietà senza semi Timco.

I premi per l'innovazione e la sostenibilità sono andati rispettivamente alle aziende Cosimo Fasano di Grottaglie, per la Superior Seedless®, e al vigneto della varietà Italia dell’azienda agricola Stefano Borracci di Rutigliano.

Una menzione speciale è stata riconosciuta ai fratelli Chiara e Antonio dell’azienda agricola Intermite di Grottaglie.

Gli interventi di Trini Dìaz Gallego, dirigente tecnico Moyca Spagna, che ha esposto la sua "Esperienza tecnicanella conduzione di una grande azienda di uva da tavola in Spagna"; di Cristina Fabbroni, responsabile tecnico Jingold Spa, che si è soffermata su "Innovazione e qualità nella produzione agricola"; e di Michele Dall'Olio, business development manager Fresh4cast Londra, che ha presentato uno studio dal titolo "Uva da tavola, numeri e nuovi scenari di un mercato sempre più grande", hanno contribuito ad offrire un respiro internazionale alla manifestazione, proponendo interessanti spunti di riflessione al pubblico presente, costituito per lo più da tecnici, produttori ed esportatori.

Michele Melillo, presidente dell’associazione Bella Vigna che ha dato vita al premio, ha fatto sapere: "Quest’anno hanno partecipato alla competizione ben 50 aziende agricole che si sono così messe a nudo perché venissero valutati i loro vigneti da una commissione composta da due agronomi, un docente universitario e un rappresentante della Grande Distribuzione. Gli esperti hanno visitato ben 300 ettari di vigneti destinati alla produzione di uva da tavola e giudicato la qualità estetica ed organolettica del prodotto, l’uniformità del vigneto tra carico produttivo e vigore, il contenimento dei costi di gestione, l’attuazione di buone pratiche agricole, il rispetto dell’ambiente e l'utilizzo di tecniche innovative".

"Uno degli obiettivi dell’associazione - ha concluso Melillo- è proprio quello di promuovere le buone prassi che tanti imprenditori di Puglia e Basilicata applicano nella loro quotidianità, stimolando nuovi percorsi culturali in vigna fondati su elementi imprescindibili quali la qualità, la sostenibilità, l’ecocompatibilità e l’innovazione tecnologica".

 

Autore: La Redazione

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