Domenica, 28 Maggio 2017


Tecniche colturali

Incisione anulare: caratteristiche generali (prima parte)

20 Maggio 2017

L'incisione anulare è la pratica di incidere la corteccia fino allo strato più esterno del legno in modo da interrompere la continuità dei vasi floematici della pianta al fine di impedire alla linfa elaborata (carboidrati, amminoacidi ed in generale i prodotti della fotosintesi) di essere trasferita nell'apparato radicale.

L'incisione anulare è praticata per raggiungere differenti scopi. Il principale è l'ingrossamento delle bacche ma tale operazione si pratica, talvolta, anche ad inizio invaiatura al fine di accelerare la colorazione e la maturazione. La stessa pratica, infine, può essere utilizzata in alcune varietà (“Princess seedless” detta anche “Melissa”) per contenere l'eccessivo vigore e la conseguente colatura dei fiori.

Quando si esegue l'incisione vengono recisi i vasi della pianta che si trovano nella parte più esterna (vasi floematici e cambio). Per diversi giorni successivi al taglio tutta la linfa elaborata, ovvero gli zuccheri prodotti dalle foglie e gli amminoacidi che fungono da nutrimento per la pianta, resta a disposizione del grappolo. Questo si traduce in un incremento del calibro della bacca.

Secondo alcuni studi l'incremento del calibro dell’acino è legato anche alla riduzione della traspirazione mostrata dalla vite dopo l'incisione. Questo, infatti, significa minore sensibilità della pianta ad un eventuale deficit idrico. La vite è molto suscettibile alle carenze idriche durante l'allegagione: evitare una carenza idrica in questo periodo permette di massimizzare la divisione cellulare e la durata del periodo di sviluppo della bacca.

In seguito all'incisione si attiva nella pianta un processo di cicatrizzazione con formazione di un callo che permette ai vasi interrotti di ristabilire la continuità già dopo 8 -10 giorni.

Va ricordato infine che se si approfondisce eccessivamente l'incisione, si raggiungono e si lesionano anche i vasi più interni che trasportano linfa grezza, cioè acqua e sostanze minerali, assorbite dalle radici e trasportate verso le foglie. Queste ultime si trovano così ad essere raggiunte in modo solo parziale ed incompleto da acqua e nutrienti e possono appassire e disseccare. Quest'ultimo fenomeno sulla pianta può risultare più o meno accentuato a seconda della profondità raggiunta con tale pratica.

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Autore: la Redazione

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