Acqua dei pozzi: quanto ci costi?

Ad aggravare la situazione in Puglia, messi a dura prova dal caldo, l’aumento dei costi per l'emungimento di acqua che ha raggiunto i 60 euro l'ora.

da Silvia Seripierri

A pesare sull’agricoltura italiana, come riportato dal 7° Censimento dell’agricoltura e della stima preliminare dei conti economici dell’agricoltura dell’Istat, non vi sono solo le conseguenze di un clima ormai del tutto anomalo, ma anche gli effetti della concorrenza con Paesi più competitivi, del conflitto in Ucraina e dei rincari energetici che hanno fatto schizzare i costi di produzione, compresi quelli dell’acqua.

Ad aggravare la situazione dei campi in Puglia, stretti dalla morsa del caldo, infatti, c’è l’aumento dei costi, raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, fino a 60 euro l’ora per l’emungimento di acqua dai pozzi privati, per il presunto aumento dei prezzi delle bollette di energia elettrica e del carburante.

Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, che denuncia i prezzi balzati da 35 euro fino ad oltre i 60 euro l’ora (fino ad oltre 1 euro a metro cubo) per emungere l’acqua da pozzi privati da Sannicandro a Grumo Appula fino a Bitetto in provincia di Bari.

Il costo dell’acqua in Puglia è caratterizzato da profonde ingiustizie e raggiunge spesso livelli stellari. La gestione irrigua, specialmente in questo periodo di grande caldo e scarse precipitazioni, è un fattore fondamentale per l’agricoltura e la zootecnia, per la salvaguardia delle produzioni e dei redditi e va affrontato con la massima attenzione e efficienza. La Puglia, tra l’altro, ha il triste primato nazionale di essere la regione d’Italia dove piove meno, ma quando piove in maniera anche violenta, l’acqua non viene raccolta per la mancanza di invasi utili a conservarla. Il fatto che la Puglia conviva da sempre con la siccità – argomenta Coldiretti Puglia – con oltre il 57% del territorio a rischio desertificazione, impone di non sottovalutare e minimizzare il problema, piuttosto di correre ai ripari sfruttando le risorse del PNRR anche per far fronte allo stato di emergenza cronica che la regione sopporta, con costi enormi a carico di tutti i settori produttivi e della popolazione stessa.

acqua

In questo scenario critico, serve subito una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve.

Urge il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi, in uno scenario aggravato in Puglia – dice ancora Coldiretti – dal ventennale commissariamento dei Consorzi di Bonifica, con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali.

La mancanza di piogge e la stretta del caldo stanno costringendo gli agricoltori all’irrigazione di soccorso con l’aumento dei costi altissimi – conclude Coldiretti Puglia – per tirare l’acqua dai pozzi e rifornirsi di acqua con le autobotti, anche per abbeverare gli animali nelle stalle, con i pozzi artesiani che stanno franando, mentre altri pozzi a falda superficiale stanno scomparendo e si stanno prosciugando.

 

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