Mercoledì, 24 Luglio 2019 09:08

    Varietà libere e brevettate: come gestire impianto, colorazione e post raccolta

    La maggior parte delle varietà apirene, con e senza brevetto, sono dotate di una vigoria superiore rispetto alle uve con semi, aspetto che influenza - e non poco - la gestione del vigneto. I nostri impianti “tradizionali”non sono pienamente adatti alla coltivazione di uve senza semi.

    La progettazione dell’impianto
    I moderni vigneti dovrebbero prevedere una maggiore distanza tra le file in modo da consentire un maggiore ingresso di luce per facilitare la diferenziazione delle gemme e la colorazione delle uve, ed una migliore ventilazione tra i teli. Una minore densità di piante per ettaro consente un più facile equilibrio vegeto-produttivo.

    In mancanza di queste condizioni, le piante potrebbero essere maggiormente suscettibili all’attacco di diversi patogeni (muffa grigia in particolare), pericoli gestibili se ad un impianto progettato in maniera ottimale vengono associate corrette pratiche agronomiche.

    I problemi di colorazione
    Negli ultimi anni le uve rosse senza semi hanno guadagnato molte fette di mercato. La Crimson seedless è l’uva rossa senza semi ancora più venduta a livello globale, ed è libera da brevetti. Questa varietà ha però molti problemi di colorazione, soprattutto in condizioni di temperature alte, bassa luminosità, alto vigore e produzione elevata.

    Le nuove varietà rosse brevettate, come Scarlotta e Allison, hanno invece meno difficoltà a colorarsi, con un simile periodo di raccolta. La colorazione delle uve, in ogni caso, deve essere gestita con l’adozione di adeguate tecniche colturali.

    Elevate concimazioni azotate, eccessivo utilizzo di fitoregolatori e cattiva gestione dell’irrigazione potrebbero mettere a rischio anche la colorazione delle uve brevettate.

     

    Gestione della raccolta e del post raccolta
    Nessuna delle varietà senza semi possiede una resistenza sulla pianta paragonabile a quella dell'uva Italia e, in linea di massima, devono essere raccolte quando hanno raggiunto l’optimum di maturazione.

    Superata questa fase, in tempi più o meno brevi, la qualità delle uve tende a calare. Raccogliere le uve al momento giusto migliora anche i tempi lo stoccaggio, consentendo al prodotto di essere conservato meglio e più a lungo.

    A differenza delle varietà libere, le uve con brevetto consentono una programmazione dei tagli, da effettuarsi in accordo con l’esportatore licenziatario.

    La possibilità di pianificare la raccolta è fondamentale per poter destinare al mercato un flusso di prodotto costante e superare il classico problema dell'offerta a “macchia di leopardo”. Questo rappresenta uno degli aspetti positivi del conferimento ad un commerciante licenziatario.

    È normale che agli inizi di un percorso ci siano difficoltà di assestamento, soprattutto quando si modifica il modo di operare. È importante che produttore e commerciante collaborino per raggiungere insieme l’obiettivo di aumentare le vendite sui mercati, la redditività degli impianti e l'abbattimento dei rischi di produzione.

    Leggi anche: "Varietà libere vs brevettate: quali sono le differenze?"


    Michele Melillo - Graper, Turi (Ba)

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