Mercoledì, 22 Maggio 2019 09:08

    I fitoregolatori nella viticoltura da tavola: il ruolo delle citochinine

    Tra gli ormoni vegetali che intervengono nella fase di accrescimento dell'acino, uno ruolo importante è svolto dalle citochinine.

    Sono ormoni vegetali sintetizzati soprattutto negli apici radicali e nei semi in germinazione e stimolano principalmente la divisione cellulare.

    L'impiego di fitoregolatori di sintesi simili alle citochinine è una pratica ormai consolidata in diversi paesi del Mondo. In Italia solo di recente è stato registrato il prodotto commerciale per l’uva da tavola, anche se in passato pare che tale fitoregolatore sia stato comunque usato clandestinamente.

    La citochinina di sintesi più utilizzata è il forchlorfenuron comunemente chiamato CPPU (N‐(2‐chloro‐4‐pyridyl)‐N'‐phenylurea), un fitormone che agisce stimolando la distensione e soprattutto la divisione cellulare. Se applicato immediatamente prima della fioritura favorisce una maggiore allegagione mentre, applicato in post-allegagione, determina un incremento significativo del diametro polare ed equatoriale con conseguente aumento del peso medio dell’acino e quindi del grappolo.

    Il CPPU permette di ottenere buccia più consistente, rachide e peduncoli più spessi, maggiore resistenza al distacco e migliore conservabilità sulla pianta e in post-raccolta. La sua applicazione, in fase di accrescimento dell'acino, non interferisce sulla fertilità delle gemme però, se applicato in dosi eccessive, può indurre ritardi nella maturazione e nella colorazione del grappolo con acini che risultano essere anche più consistenti e meno succosi.

    Alcune ricerche effettuate dal Dipartimento di Viticoltura ed Enologia dell’Università della California hanno mostrato che i migliori risultati sull’accrescimento e lo sviluppo del grappolo si sono ottenuti dalla combinazione di CPPU e gibberelline grazie al loro effetto sinergico sull’accrescimento dell’acino. Ciò potrebbe comportare però un ulteriore ritardo nella maturazione, specie nelle uve pigmentate.

    Affinché il prodotto esplichi la sua efficacia è importante scegliere una nebulizzazione molto fine, effettuare il trattamento nelle ore più fresche e senza il rischio di pioggia imminente e, soprattutto, operare su piante con un ottimo equilibrio vegeto-produttivo.

    Per questi motivi, risulta di rilevante importanza la consulenza di un tecnico qualificato in grado di valutare lo stato fisiologico e nutrizionale del vigneto, in modo che tale fitoregolatore di sintesi sia utilizzato nella maniera più opportuna.

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    Autore: la Redazione

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