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    Mercoledì, 01 Agosto 2018 17:03

    Agricoltura come argine allo spopolamento del Sud Italia. I dati Svimez

    In un Sud che, nel complesso, ha mostrato nell’ultimo triennio importanti segnali di riprese, l’agricoltura ha visto un andamento altalenante tra Regione e Regione.

    A dirlo l’analisi del trienno 2015-2017 nel “Rapporto Svimez 2018 sull’economia e la società del Mezzogiorno”. In Calabria, nel complesso, il Pil regionale ha fatto segnare un +2%, anche grazie alla buona perfomance del settore agricolo (+7,9%). In Sardegna, invece, l’agricoltura ha registrato una performance decisamente negativa nel triennio, a -4,2%, nonostante una crescita del Pil dell’Isola del +1,9%. Stessa dinamica della Campania, dove l’economia complessiva è cresciuta dell’1,8%, ma quella agricola ha perso il -1,3%. Bene la Puglia, invece, dove il Pil regionale si attesta sul +1,6%, anche grazie all’agricoltura, che nonostante i tanti problemi, in primis l’affair “Xylella”, ha fatto segnare una crescita del 4% nel triennio.

    Agricoltura che, nonostante i danni del terremoto, è stato il motore più importante della crescita dell’Abruzzo, con il settore che ha fatto +9% nel triennio, a fronte di un +1,2% della Regione nel complesso. Agricoltura con il segno positivo anche in Sicilia (+2%), dove il Pil regionale è cresciuto solo dello 0,4%, mentre è negativa la performance in Basilicata (-1,2%, a fronte di un’economia cresciuta dello 0,7%). Nel Molise, unica Regione del Meridione che ha fatto registrare un andamento negativo del Pil (-0,1%), l’agricoltura cresce, seppur di poco (+0,4%).

    Agricoltura che, nel Sud d’Italia, è però uno dei pochi argini ad uno spopolamento rilevante: negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1,8 milioni di residenti, la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Ma “in controtendenza alla fuga dei giovani al Sud si registra una storica corsa alla terra per 18.000 under 40 che vedono nel ritorno in campagna l’unica possibilità di rilancio rispetto alle previsioni sul forte rallentamento dell’economia nelle regioni meridionali”, dice la Coldiretti analizzando il report dello Svimez, secondo il quale ci sarà un sostanziale dimezzamento del tasso di sviluppo nel giro di due anni senza politiche adeguate.

    “Un allarme sullo squilibrio tra Nord e Sud che - rileva Coldiretti - trova una prima risposta nel fatto che sui 30.000 giovani under 40 che nel 2016/2017 hanno presentato in Italia domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) dell’Unione Europea, ben il 61% è concentrato nel Meridione e nelle Isole. Si tratta di un cambiamento epocale che non accadeva dalla rivoluzione industriale, con il mestiere della terra che non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è la nuova strada del futuro per giovani generazioni istruite e con voglia di fare tanto.

    L’agricoltura nel Mezzogiorno è oggi capace di offrire prospettive di lavoro sia a chi vuole intraprendere con idee innovative sia a chi vuole trovare una occupazione anche temporanea. Il rilancio del Sud passa dunque - precisa la Coldiretti - dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse culturali e paesaggistiche e ambientali che offrono enormi opportunità all’agricoltura di qualità, all’enogastronomia e al turismo"

    Un nuovo modello di sviluppo che passa dalla valorizzazione della distintività del territorio come hanno dimostrato di saper fare le moltissime nuove imprese condotte da giovani nate nel settore agricolo. Per sostenere gli aspiranti colleghi imprenditori, i giovani della Coldiretti hanno costituito anche una speciale task force che opera a livello territoriale nel Sud e nelle Isole con tutor, corsi di formazione e consigli per accesso al credito.

     

    winenews.it

     

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