Lunedì, 14 Gennaio 2019 12:34

    Teli dei vigneti, lo smaltimento non è più gratuito. Intervista a Filippo Dipinto e Giuseppe Urbano del Movimento Nazionale per l'Agricoltura

    In questi giorni c'è agitazione tra i produttori di uva da tavola pugliesi. Le oscillazioni del mercato internazionale hanno le loro ricadute sul territorio.

    Nello specifico, in questo caso, si tratta del prezzo della plastica che nell'ultimo periodo si è abbassato sensibilmente costringendo quindi le aziende locali di recupero e riciclo di materiale plastico, che negli anni si sono occupate di recuperare gratuitamente i teli utilizzati per proteggere gli impianti, a non effettuare più il servizio.

    Per comprendere meglio la questione abbiamo intervistato Filippo Dipinto, Presidente del Movimento Nazionale per l'Agricoltura e produttore di uva da tavola, e Giuseppe Urbano, consigliere dello stesso Movimento e produttore di uva da tavola.

    Filippo Dipinto spiega: "Ai produttori di uva da tavola è stato richiesto un contributo di circa 200 euro ad ettaro per smaltire i teli in plastica. Si tratta di un costo che ora andrà ad aggiungersi alle tante spese che noi produttori siamo costretti a sopportare. Finora, infatti, i teli venivano ritirati gratuitamente dalle aziende che si occupano di ripulire e riciclare la plastica".

    Lo scorso giovedì mattina i rappresentanti del Movimento per l'Agricoltura hanno incontrato l'Assessore all'ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea, e i rappresentanti dell'azienda Recuperi Pugliesi S.r.l., dei Fratelli Schino, sita a Modugno (Ba), leader nel riciclo della plastica per il Sud Italia. In seguito alla tavola rotonda si è giunti alla seguente decisione: sino al 31 gennaio 2019 i teli verranno ritirati gratuitamente, mentre a partire da febbraio 2019 i produttori dovranno pagare un costo coerente con l'andamento della plastica sui mercati.

    "Noi del movimento per l'Agricoltura siamo grati del servizio che ci è stato reso finora, allo stesso tempo però, vista la disastrosa annata appena conclusa per l'uva da tavola dal punto di vista dei prezzi e viste le tante spese che dobbiamo affrontare non siamo proprio in grado di sostenere un'altro costo" ha spiegato il Presidente del Movimento.

    In occasione dell'incontro il MNPA ha proposto di realizzare delle convenzioni con i diversi comuni interessati dalla coltivazione di uva da tavola per realizzare dei punti di conferimento dei teli utilizzati, così da facilitare il lavoro di recupero: "Secondo noi - continua Dipinto - c'è la possibilità di accedere ad incentivi per sostenere questa attività, così da non far ricadere i costi sui produttori. La nostra proposta, inoltre, mira anche a sostenere l'occupazione degli addetti al ritiro".

    Giuseppe Urbano spiega: "Durante la tavola rotonda l'azienda Schino, visto il canone Comieco pagato al momento dell'acquisto dei teli, ha suggerito che sarebbe opportuno far ritirare il materiale plastico dalle stesse alle aziende produttrici di teli. In questo modo, dopo la bonifica, potrebbero riciclare i granuli ottenuti dai vecchi teli, mescolandola nella pasta delle nuove coperture. Così si immetterebbero sul mercato teli con delle percentuali di polietilene riciclato che i produttori possano pagare qualche centesimo in meno".

    "Il costo per la produzione di uva da tavola varia dai 45 ai 50 centesimi al kg. Si tratta di costi che oscillano a seconda delle annate, la scorsa stagione purtroppo ai produttori in alcuni casi sono stati pagati appena 60 centesimi al kg. Il nostro Movimento mira anche a stabilire un prezzo minimo per la vendita di uva, così da sostenere il comparto", conclude il Consigliere del Movimento.

    Ad oggi il MNPA sta lavorando per organizzare degli incontri con le amministrazioni comunali per comprendere se i comuni, tramite la Regione, sono disposti a realizzare dei punti di conferimento per i teli, ma anche per capire in che modo saranno gestiti. A questo nodo è legato anche il problema dello smaltimento dei flaconi contenenti agrofarmaci. Chi coltiva mezzo ettaro o poco più non riesce a sopportare anche il costo per lo smaltimento. Sarebbe opportuno quindi che i comuni realizzino centri dove poter conferire sia i flaconi degli agrofarmaci che i teli in plastica. Anche se questa soluzione aprirebbe una nuova questione, perché la movimentazione di un rifiuto speciale (quali sono teli e confezioni di agrofarmaci) al di fuori dell'azienda agricola è consentita solo a personale autorizzato.

     

    Autore: Teresa Manuzzi
    Copyright: uvadatavola.com

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