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    Lunedì, 23 Settembre 2019 10:29

    Perché serve un'associazione di produttori di uva da tavola?

    Con Kathleen Nave, capo della California Table Grape Commission (CTGC), analizziamo le caratteristiche di un ente che in California permette a produttori ed esportatori di qualificare le produzioni e di accrescere i volumi esportati.

    Kathleen Nave fa parte della California Table Grape Commission (CTGC) da 32 anni. Da 20 anni è presidente dell’associazione che riunisce produttori ed esportatori di uva da tavola della California. Nave, nel corso della sua carriera, ha fatto parte di diversi consigli di amministrazione di molte organizzazioni agricole e di categoria ed essendo stata a capo di molti CDA, le vengono riconosciute spiccate capacità di leadership e di comunicazione. Vanta inoltre un master in “comunicazione di massa” ed ha conseguito la laurea in giornalismo presso la California State University di Fresno. L’abbiamo intervistata perché la CTGC rappresenta un ottimo e vincente esempio di aggregazione dei produttori.
    Da quando è stata istituita l’associazione infatti, molti sono stati i risultati raggiunti, dall'aumento del consumo di uva sul mercato americano, all' incremento dei volumi esportati, fino alla realizzazione di nuove varietà senza semi.

    Kathleen Nave, potrebbe raccontarci come e perché è stata costituita la Commissione e quali obiettivi si è prefissata?
    La California Table Grape Commission è stata istituita nel 1967 ed è stata approvata da un referendum dei produttori che si è svolto nel 1968. Il direttivo della Commissione è eletto ogni cinque anni dai produttori associati. La CTGC nasce con l’intento di salvaguardare ed espandere i mercati per le uve da tavola californiane e lavorare, sia all’interno della Nazione che all’estero per potenziare i rapporti commerciali e per creare nuovi mercati già esistenti. Numerose divisioni si occupano dei diversi aspetti:

    • Pubblicità e media digitali
      Attraverso piattaforme social, sia a pagamento che gratuite, raggiungiamo i consumatori con messaggi realizzati appositamente per generare consapevolezza e predisposizione all’acquisto delle uve da tavola californiane;
    • Istruzione e sensibilizzazione
      Si tratta di un particolare tipo di comunicazione pensata per aumentare la consapevolezza del consumatore e favorire l'acquisto immediato del prodotto attraverso la conoscenza,la formazione e la condivisione di informazioni sulle specificità e sulle caratteristiche del prodotto, oltre che sul comparto;
    • Gestione commerciale
      Lavorando con i commercianti al dettaglio e con i ristoratori favoriamo una maggiore movimentazione del prodotto e promuoviamo ancora una volta il consumo e la richiesta dell’uva della California nel corso di tutta la stagione;
    • Gestione delle problematiche
      Lavoriamo con i principali portatori di interesse ed i responsabili decisionali del governo per mantenere fiorenti gli scambi commerciali sia nazionali che internazionali. Inoltre grazie a questa sezione, riusciamo a risolvere gli eventuali inconvenienti che possono insorgere in ogni momento e a gestire i problemi più gravi che mettono a rischio l’economia del comparto;
    • Ricerca
      Ci occupiamo di ricerca in diversi campi: consumi, commercio, viticoltura, nutrizione, tecnica e novità nel settore. Il tutto è organizzato per affrontare le sfide e le opportunità che il settore offre.

    Potrebbe spiegarci quali sono i servizi e le opportunità di cui godono gli associati alla California Table Grape Commission?
    Fondata in seguito ad una scelta dei coltivatori, la commissione riunisce tutti i produttori ed i commercianti di uva da tavola della California. La commissione affronta i problemi del comparto lavorando per apportare beneficio all’intero settore, gestisce le problematiche inerenti il mercato e la finanza e sostiene economicamente le attività. Grazie ad un budget multimilionario effettua ricerche di mercato, si occupa di contribuire economicamente alle ricerche sui benefici apportati dal consumo dell’uva da tavola alla salute degli esseri umani e lavora per mettere a punto nuove tecniche per migliorare ed ottimizzare la produzione viticola.

    Potrebbe spiegare quali sono le vostre strategie di marketing e comunicazione volte ad incrementare il consumo di uva da tavola?
    Una campagna di marketing strategica, mirata sulla ricerca di mercato è fondamentale per trasformare il prodotto raccolto in campo in acquisto effettuato al dettaglio o nella richiesta di un cliente all’interno di un’attività di ristorazione. A tal fine il comparto californiano dell'uva da tavola conduce annualmente degli studi per conoscere la predisposizione all’acquisto dei mercati di riferimento, sia nazionali che internazionali. Lo scopo è quello di acquisire una maggiore conoscenza del mercato a cui ci si rivolge per programmare poi la stagione successiva. La commissione gestisce campagne di marketing negli Stati Uniti e negli altri 23 Paesi in cui esportiamo il nostro prodotto. Annualmente spendiamo milioni di dollari per promuovere il consumo dell’uva da tavola californiana sui mercati esteri, questo vuol dire anche educare al consumo, educare al commercio e finanziare attività di promozione nei punti vendita al dettaglio. Dal punto di vista della vendita al dettaglio, la Commissione utilizza ricer-che di gestione delle categorie, attività promozionali, attività di formazione e istruzione per incrementare le vendite delle nostre uve. Attraverso l’uso di svariati media e piattaforme raggiungiamo i consumatori con messaggi realizzati appositamente per rendere consapevoli i consumatori sulla bontà e sulla salubrità del prodotto e generare rapidamente l’acquisto delle uve da tavola californiane.

    Potrebbe parlarci di come i coltivatori e gli esportatori hanno cambiato la loro strategia produttiva e commerciale dopo la nascita della CTGC?
    Lo scopo della commissione è quello di mantenere ed espandere i mercati per le uve fresche della California in modo da incrementare la domanda del prodotto di stagione in stagione e consentire agli esportatori di vendere in un mercato con domanda incorporata. Grazie a questo tipo di approccio tutti gli operatori della filiera possono concentrare i loro sforzi su quello che sanno fare meglio, ovvero produrre e commercializzare.

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    Autore: Teresa Manuzzi 
    ®uvadatavola.com  

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