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    Martedì, 01 Dicembre 2020 15:50

    Una buona annata

    Difesa, qualità, volumi: con Annamaria Fanelli, agronoma di Graper, facciamo il punto sulla stagione 2020 delle uve tardive.

    Nonostante l'emergenza sanitaria e i problemi di natura fitopatologica la campagna chiude i battenti con un bilancio abbastanza positivo.

    Facciamo il punto sulla campagna 2020 delle uve tardive.
    Certamente la campagna 2020 non rispecchia l’anno che abbiamo avuto: dal punto di vista puramente tecnico-agronomico, infatti, si può definire un’annata da ricordare tanto per la facilità della conduzione in campo, quanto per la qualità delle uve che abbiamo avuto fino ad oggi. Molte aziende commerciali stanno chiudendo ancora adesso la raccolta di uva in campo, senza problemi di natura fitosanitaria, come botrite o marciumi.

    Per le uve tardive, dal punto di vista fitopatologico, la campagna 2020 può dirsi decisamente positiva. D’altra parte, anche la situazione climatica quest’anno si è rivelata favorevole su tutto l’areale pugliese. Novembre, finora (13 novembre 2020 ndr), non ha infatti, dispensato piogge. Inoltre l’umidità mattutina è comparsa solo a partire dalla metà del mese.

    Se si guarda alle uve rosse tardive, che rappresentano una buona fetta del mercato attuale, purtroppo quest’anno è emerso il problema della mancata colorazione piena e ottimale. Tra le cause ritroviamo le alte temperature registrate e l’assenza di escursioni termiche notturne nei mesi di agosto e settembreUve come Crimson Seedless, per esempio, non sono riuscite a raggiungere il massimo della colorazione, a differenza di uve brevettate come Allison® o Scarlotta seedless® che, seppur con lentezza, ce l’hanno fatta. Questo non è stato un bene per la raccolta, anche per la spesa economica cui sono andati incontro i produttori. Per quanto riguarda le uve bianche, invece, si sono registrati problemi di qualità per alcune varietà libere, come per esempio Regal Seedless.

    Diverso lo scenario delle bianche tardive come Autumn Crisp® e Sugar Crisp® che hanno mostrato ottime performances in campo fino a novembre ed hanno ottenuto anche un’ottima risposta da parte del consumatore.

    Uva Allison - Noicattaro (Ba).

    Quanto ha inciso la corretta gestione della difesa in questa campagna?
    Come sempre, ha inciso notevolmente. Soprattutto per la peronospora, problema che si è palesato in campo nel mese di giugno. L’attacco del fungo è avvenuto in maniera più importante sui vigneti condotti senza copertura. Qui il fungo ha colpito sia le foglie che i grappoli. Danni sono stati registrati anche per le uve coperte, e più precisamente sugli apparati fogliari esterni.

    Le foglie rappresentano il “polmone” delle piante, perciò è inevitabile che la presenza di foglie infettate possa compromettere anche lo sviluppo del frutto. Sicuramente anche questa è stata una delle cause della mancata colorazione delle rosse, ma non si può generalizzare. A mio avviso le cause principali di questo problema sono state, in primo luogo, le temperature molto alte, come già detto in precedenza, ma anche la cattiva gestione dell’irrigazione e il carico produttivo hanno avuto una loro incidenza.

    Tornando alla peronospora, dalle mie osservazioni ho notato che l’infezione ha colpito solo una piccola fetta di agricoltori che coltivano ancora sotto rete. Certamente strumenti come Sistemi di Supporto Decisionale, quale il Blugrape, e le stazioni meteorologiche ci hanno consentito di comprendere al meglio quello che stesse accadendo nei diversi vigneti, permettendoci di controllarli e gestirli in maniera differente. Anche il problema oidio è da ricondurre a una non corretta gestione della difesa nel periodo estivo. Chi ha trascurato la malattia in primavera - estate (maggio-giugno), ha avuto problemi nei mesi autunnali. Ad ogni modo, un’adeguata e completa gestione agronomica ha permesso di avere uve di qualità che si sono poi raccolte fino a metà novembre senza alcun problema.

    Uva Timco - Noicattaro (Ba)

    I volumi, invece, hanno rispettato le aspettative?
    I volumi di produzione sono stati inferiori rispetto alle attese. Per le uve con semi si può parlare di un flop: ci aspettavamo volumi medi, ma abbiamo avuto quantitativi medio-bassi. Diversamente, per le uve apirene non credo ci siano state grandi riduzioni rispetto agli altri anni, anche perché la qualità è stata molto alta e la mancanza di problemi di natura fitosanitaria non ha comportato perdite in partenza. A mio parere, quindi, se le uve con semi hanno deluso, le seedless hanno rispettato le previsioni.

     

    Nonostante la minore quantità di merce sul mercato, la stagione non è stata vivace dal punto di vista commerciale, cosa è accaduto?
    Sicuramente l’emergenza Covid ha gettato una generale incertezza anche nell’ambito della grande distribuzione. Insicurezza che, di conseguenza, non ha permesso di fare previsioni a lungo termine. D’altro canto, per quanto i volumi siano stati inferiori, la qualità dei frutti ha comunque garantito la vendita e la commercializzazione delle nostre uve.

     

    Autore: Teresa Manuzzi
    ©uvadatavola.com

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