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    Lunedì, 15 Marzo 2021 12:00

    Clorosi ferrica in uva da tavola, possibili soluzioni

    Una carenza di ferro nei tessuti vegetali si manifesta come “clorosi ferrica”. In Italia dipende fortemente dalle caratteristiche dei suoli calcarei e con pH elevato. Scopriamo le possibili soluzioni a questo tipo di problemi. 

    Clorosi ferrica: manifestazione e cause

    Una carenza di ferro nei tessuti vegetali si manifesta come “clorosi ferrica” nella quale le foglie, fatte salve le nervature, tendono a ingiallire e si ha un generale rallentamento della crescita vegetativa, una scarsa produzione, frutti di dimensioni minori e a un anomalo accumulo di nitrati.

    In Italia la clorosi ferrica dipende fortemente dalle caratteristiche dei suoli che, molto spesso, sono calcarei e con pH elevato per l’abbondante presenza di carbonati e bicarbonati.

    In queste condizioni, sebbene il contenuto totale di ferro del suolo non sia limitante, questo viene reso insolubile, precipitando come ossido o idrossido, e quindi poco disponibile per le piante. Inoltre, la forte presenza di calcio è un problema in quanto l’elemento compete con il ferro nella formazione di complessi con sostanze organiche presenti nel suolo (essudati radicali, sostanza organica solubile, siderofori, ecc.), riducendo ulteriormente la disponibilità di ferro nei nostri suoli.

     

    Possibili soluzioni

    Una delle soluzioni più comuni ai problemi legati alle carenze di ferro è la somministrazione di quest’ultimo sotto forma di chelato, in uno stato tale, quindi, da non essere reso insolubile nel suolo e quindi più facilmente assorbibile da parte della pianta.

    Gli agenti chelanti di sintesi però (es. EDTA, EDDHA, ECC.) vanno usati con parsimonia poiché sono inquinanti, infatti, non sono biodegradabili e, oltre ad agire su microelementi, formano dei complessi molto stabili con i cationi dei metalli, ritenuti cancerogeni (es. mercurio, cobalto, nichel, etc.). Dunque, tali complessi (metalli pesanti - chelanti) possono inquinare le acque o essere assorbiti dai vegetali trattati. Questo processo viene comunemente chiamato “mobilizzazione ed entrata nel ciclo vitale dei cationi di metalli cancerogeni” ed è dannoso per l’ambiente e per le persone.

    Un’alternativa ai chelanti di sintesi è l’utilizzo di agenti complessanti del ferro di origine naturale (lignosolfonati, oligopepetidi, acidi umici).

     

    La tecnologia EDDVEG ad impatto zero

    I laboratori di ricerca e sviluppo dell’azienda Agriges hanno messo appunto una tecnologia per la sostituzione dei chelanti di sintesi, inquinanti, con sostanze di origine naturale ugualmente efficaci.

    Nasce così la linea di prodotti “I’M” caratterizzata dalla tecnologia di produzione EDDVEG, attraverso la quale vengono complessati i meso e microelementi senza l’utilizzo di chelanti di sintesi ma utilizzando sostanze complessanti naturali. Dunque, la tecnologia EDDVEG prevede la doppia complessazione degli elementi con ligninsolfonati (LSA) ed oligopeptidi. I lignosulfonati e gli oligopeptidi di EDDVEG sono complessanti naturali completamente biodegradabili, quindi, ecologici e sostenibili per l’ambiente.

    I lignosulfonati ed oligopeptidi di EDDVEG complessano meso e microelementi garantendone la massima assimilazione da parte della pianta sia per via fogliare che radicale, sostituendo i comuni prodotti contenenti chelanti di natura sintetica.

     

    I’M Ferro

    Per superare i problemi legati a carenze di ferro ed il fenomeno della clorosi ferrica Agriges consiglia il prodotto I’M Ferro, caratterizzato dalla presenza della tecnologia EDDVEG, che consente di massimizzare l’assorbimento del ferro sia per via radicale che fogliare oltre ad avere un’attività biostimolante sulla pianta legata alla presenza della componente proteica degli oligopeptidi.

     

    I risultati in campo

    In numerose prove di campo condotte in diversi areali il prodotto è risultato molto efficace, grazie alla presenza dei complessanti naturali, nel favorire l’assorbimento del ferro da parte della pianta e nell’aumentare il contenuto dell’elemento all’interno delle foglie anche in condizioni di suoli molto calcarei e con portinnesti particolarmente suscettibili alla clorosi.

    Per maggiori informazioni sul prodotto, scarica la brochure e scopri di più sulla tecnologia EDDVEG guardando questo video.

     

    Comunicazione a cura di: Agriges

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