Cocciniglia nera della vite: perché parlarne?

Sebbene la cocciniglia nera della vite desti meno preoccupazioni di P. ficus, è bene conoscere quali danni può arrecare, le modalità e il periodo di intervento.

da Silvia Seripierri

Le cocciniglie sono insetti appartenenti alla superfamiglia dei Coccoidei dell’ordine dei Rhynchota. All’interno della superfamiglia rientrano diverse famiglie di cocciniglie che possono infestare la vite. In particolare citiamo la famiglia Pseudococcidae, la famiglia Coccidae e la famiglia Diaspididae. Rispettivamente rientrano in questi gruppi la cocciniglia farinosa (Planococcus ficus); la pulvinaria della vite (Pulvinaria vitis) e la cocciniglia del corniolo (Parthenolecanium corni); la cocciniglia nera della vite (Targionia vitis).

In funzione dell’areale di riferimento e delle strategie di produzione adottate, può variare la presenza e la percentuale di rischio associata alle cocciniglie del vigneto. Conoscere come si svolge il loro ciclo biologico e le modalità di monitoraggio e intervento anche per le cocciniglie meno diffuse e che più difficilmente causano danni può essere molto importante.

Come si legge nel Disciplinare di Produzione Integrata 2023 della Regione Puglia, quando si parla di cocciniglie della vite, la maggiore attenzione è rivolta alle specie di Planococcus, alle specie di Pseudococcus e, anche se meno preoccupante, alla cocciniglia nera della vite. Nonostante T. vitis non preoccupi i viticoltori tanto quanto P. ficus e provochi il deperimento delle piante solo in caso di forti infestazioni, nel disciplinare si legge che il periodo più idoneo per eventuali interventi chimici è quello compreso tra maggio e giugno, ovvero in corrispondenza della fuoriuscita delle neanidi.

cocciniglia nera della vite

Morfologia della cocciniglia nera della vite, ciclo biologico e danni

Per quanto riguarda la morfologia dell’insetto, la femmina adulta è dotata di uno scudetto circolare di circa 2 mm di diametro e di colore marrone scuro; il follicolo maschile è circa la metà di quello femminile ed è più allungato, mentre le esuvie delle forme giovanili sono nere o nero-rossastre. T. vitis compie una sola generazione all’anno e sverna come femmine mature e fecondate sulla corteccia. In primavera, quindi, dalle femmine adulte escono le neanidi, che solitamente entro un mese si fissano sotto il ritidoma del fusto, sui giovani tralci e in alcuni casi anche su foglie e germogli dell’anno.

Sebbene la cocciniglia nera sia estremamente polifaga, quindi, la si ritrova spesso su vite dove si mimetizza facilmente con il legno. I danni arrecati da T. vitis non sono particolarmente ingenti e importanti. Solo nei casi di infestazione più gravi, in cui la cocciniglia ricopre la quasi totalità dei tralci, i danni sono maggiori ed è possibile osservare un indebolimento delle piante, dovuto soprattutto alla sottrazione di linfa.

Tra i metodi di intervento, poi, rientrano le buone pratiche agronomiche di scortecciatura e spazzolamento dei ceppi in corrispondenza dei punti in cui l’infestazione inizia a manifestarsi.

Al fine di evitare condizioni che possono predisporre più facilmente le infestazioni è importante evitare concimazioni eccessive, mentre in caso di infestazione è bene ricorrere ai trattamenti chimici, che devono essere effettuati in maniera localizzata sulle parti infestate. Si consiglia un trattamento generalizzato a tutto l’impianto solo in caso di infestazioni generalizzate.

Tra le diverse problematiche fitosanitarie presenti nei vigenti, le cocciniglie non rappresentano al momento un problema di primaria importanza, ma la loro presenza e manifestarsi di infestazioni sembrano essere in aumento rispetto a quanto registrato negli anni precedenti. Parlarne e approfondire anche le specie meno diffuse, quindi, diviene fondamentale.

 

Silvia Seripierri

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