Fisiopatie da eccesso ammoniacale su vite

Cause e soluzioni legate a febbre di primavera, disseccamento del rachide e rammollimento dell’acino

da Redazione uvadatavola.com
Fisiopatie da eccesso ammoniacale

Gianni Manca, agronomo per AGQ Labs Italia, descrive cause e soluzioni legate a febbre di primavera, disseccamento del rachide e rammollimento dell’acino. Con il tecnico capiremo perché per queste fisiopatie sia più opportuno parlare di disordini nutrizionali invece che di carenze.

Abbiamo chiesto a Gianni Manca, agronomo per AGQ Labs Italia: “Quali sono le fisiopatie da eccesso ammoniacale?”.

Molto spesso, quando in campo riscontriamo sintomi riconducibili a una fisiopatia o ad una carenza nutrizionale, siamo portati a dedurre che questi sintomi siano associati ad un deficit – o ad un eccesso – di un determinato elemento. In realtà, questa situazione si verifica solo in alcuni casi e non è la cosa più comune. Ad esempio se in un vigneto riscontriamo una forte clorosi ferrica, certamente essa sarà dovuta alla presenza di un pH molto elevato che, immobilizzando il ferro, provoca un deficit dell’elemento nella pianta.

Quando siamo in un vigneto ad uva da tavola, le sintomatologie visive di una fisiopatia difficilmente dipendono – esclusivamente – da un solo elemento. Per questo motivo sarebbe più corretto parlare di disordini nutrizionali invece che di carenze o eccessi.

Proprio l’uva da tavola è la coltura nella quale si presenta la maggior incidenza di disordini nutrizionali che vengono erroneamente scambiati per deficienze di macronutrienti primari o secondari.

Disordini nutrizionali

Per capire meglio i disordini nutrizionali della vite entriamo maggiormente nel dettaglio e facciamo l’esempio dell’azoto. In campo possiamo trovarci di fronte a ben quattro fisiopatie dovute a squilibri nutrizionali legati all’azoto: nécrosi fiorale, febbre di primavera, disseccamento del rachide e bacca molle. Si tratta di fisiopatie che dipendono da uno squilibrio azotato. Riflettendo possiamo notare come le fisiopatie elencate hanno sintomatologie distinte e appaiono in stadi fenologici differenti.

Quindi non possiamo dire che basta andare in campo, guardare una foglia e intercettare una determinata carenza, ma dobbiamo riconoscere che c’è un disordine – dovuto allo squilibrio nutrizionale – che nelle diverse fasi fenologiche si manifesterà sotto diverse forme. Va detto inoltre che sebbene queste quattro fisiopatie dipendano tutte dall’azoto, quel che accade non è però provocato da un eccesso o una carenza di azoto: gli stress metabolici sono dovuti infatti a un’errata nutrizione azotata. Il problema è dunque nel metabolismo – e in particolare nella sintesi degli amminoacidi -, esso determina le fisiopatie osservate in campo.

Disseccamento del rachide

Il disseccamento del rachide è uno degli squilibri più comuni ed è causato da un’alta concentrazione di ammonio nei tessuti; più precisamente da un’alta concentrazione della putrescina, un aminoacido che, vedremo in seguito, si forma a partire dall’ammonio. Oltre a questo ci troviamo di fronte ad uno sbilanciamento cationico, dovuto alla presenza del catione ammonio, NH4+. La presenza molto elevata di NH4+ nei tessuti sbilancia cationi come il calcio e il magnesio.

Per questo quando in campo ci si ritrova a dover contenere il disseccamento del rachide, è prassi intervenire apportando alla pianta calcio e magnesio. Non si tratta quindi di carenza di questi due elementi, ma di livelli elevati di ammonio nei tessuti. Con l’apporto di questi due elementi si cerca di bilanciare nuovamente il rapporto ammonio/calcio/magnesio. Per questo motivo è possibile riscontrare il disseccamento del rachide anche in vigneti in cui i livelli di calcio e di magnesio sono adeguati: è l’aumento dell’ammonio che rende inadeguato il rapporto tra i tre elementi.

 

Necrosi fogliare o febbre di primavera

La necrosi fogliare – o febbre di primavera – in genere si presenta in fioritura e dipende sempre da un’eccessiva concentrazione di ammonio – in generale – e della putrescina in particolare. In questo caso, però, si associa anche una rapporto tra carbonio e azoto molto elevato.

Disseccamento del rachide e febbre di primavera pur essendo fisiopatie differenti, dipendono quindi dall’eccesso dello stesso elemento: l’azoto.

 

Rammollimento della bacca

Gli acini dell’uva rammolliscono a causa di un disordine nutrizionale dovuto ad un aumento importante di putrescina. A provocare l’insorgere della fisiopatia, però, potrebbe essere anche la tardiva epoca di applicazione dell’azoto.

 

Autore: Teresa Manuzzi

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