Venerdì, 19 Ottobre 2012 09:09

    Trattamenti alternativi in post-raccolta per il controllo di Botrytis cinerea

    Uno dei principali patogeni fungini responsabili del deterioramento delle uve in post-raccolta, che causa le maggiori perdite di prodotto in molte regioni del mondo, è Botrytis cinerea, agente causale della muffa grigia.

    Un efficiente controllo in post-raccolta del patogeno si ottiene mediante applicazione di anidride solforosa (SO2) attraverso fumigazioni settimanali nelle camere di conservazione o mediante imballaggi con fogli generatori di SO2. Anche se molto efficace, questo gas potrebbe compromettere però il sapore del frutto o essere la causa di spacchi e decolorazioni. Inoltre, l’utilizzo di questo fumigante e di fungicidi di sintesi non è ammesso sulle uve biologiche ed esistono delle restrizioni nei più importanti mercati di consumo come l’Europa.

    Sono state studiate, perciò, soluzioni alternative come l’applicazione di etanolo, sali organici, ozono o atmosfera modificata (in cui è previsto l’utilizzo di una miscela di ossigeno, azoto e anidride carbonica). Alte concentrazioni di anidride carbonica (CO2) durante un lungo periodo di conservazione hanno un effetto inibitorio sulla germinazione di B. cinerea ma tale trattamento potrebbe causare perdite di sapore e imbrunimento del rachide di uve raccolte precocemente.

    Un recente lavoro presentato al 12° Congresso Brasiliano di Frutticoltura e  svolto da un gruppo di ricercatori dell’Universidade Estadual de Campinas (S.Paolo, Brasile) e della University of Califonia (Davis, USA), ha testato gli effetti di concentrazioni molto alte di CO2, applicate a differenti temperature e diversi tempi di applicazione, su uva da tavola varietà Superior seedless inoculata artificialmente con B. cinerea. La presenza del patogeno è stata valutata periodicamente ed espressa in percentuale di acini colpiti.

    Sono state utilizzate quattro diverse concentrazioni di CO2 equilibrate con azoto (N2).  Le tesi prese in esame sono state: 20% di CO2, 40% di CO2,  60% di CO2, 100% di N2 e aria come controllo. L'uva è stata conservata per 10 giorni a 0°C e successivamente portata a 20°C. Questi trattamenti sono stati applicati in 24 e 48 ore. La tesi col 20% di CO2, il 100% di N2 e il controllo non trattato con aria hanno dimostrato uno scarso effetto  nel controllo di B. cinerea.  I trattamenti con 40% e 60% di CO2 hanno avuto una significativa inibizione sulla proliferazione della botrite, fino al dodicesimo giorno di stoccaggio, però solo quando applicati per 24 ore.

    La CO2 applicata in alte concentrazioni ha, quindi, un effetto fungistatico, in quanto ritarda lo sviluppo di muffa grigia. Secondo i risultati del lavoro alte concentrazioni di CO2, applicate solo per brevi periodi, combinate con altri trattamenti come atmosfera controllata e ozono potrebbero essere una valida alternativa all’utilizzo di SO2.

    Autore: la Redazione

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