Mercoledì, 20 Marzo 2019 18:28

    Buccia d'uva per produrre pelle sintetica cruelty-free

    La prima materia prima per la produzione di cuoio è la pelle animale proveniente da allevamenti. Un processo che di solito si basa sul consumo di enormi quantità di mangimi, pascoli, acqua e combustibili fossili, con impatti negativi sull’ambiente.

    Tuttavia, la pelle è solo un sottoprodotto di questo processo, in quanto gli animali vengono allevati principalmente per la loro carne.

    Il costo ambientale per la produzione di pellame diventa elevato in fase di trasformazione nel prodotto finale. Poiché il cuoio è un materiale deperibile, vengono utilizzati numerosi metodi per stabilizzare la materia prima e renderla più duratura attraverso il processo di concia.

    Si tratta di un processo industriale che coinvolge in genere molti composti chimici e consuma molta acqua ed energia. Nell'ambiente vengono rilasciati numerosi materiali pericolosi e inquinanti come sali minerali, fanghi di calce, solfuri, formaldeide, derivati ​​del catrame di carbone e vari oli, coloranti e finiture (alcuni dei quali a base di cianuro). L'acqua è usata in quantità elevata come solvente, un problema significativo in quanto il maggior numero di concerie si trova nelle Regioni più aride del Mondo.

    Per tali motivi, è in corso lo sviluppo di nuove tecnologie per fornire processi più efficienti per la produzione di cuoio. Altrettanti sono gli sforzi per promuovere la produzione di pelle sintetica, che potrebbe offrire un'interessante alternativa all’industria.

    Recentemente, un’azienda italiana ha sviluppato un metodo per ottenere pelli usando buccia, steli e semi d'uva, aggiudicandosi il PETA Vegan Fashion Awards e l'H&M Global Change Award.

    I sottoprodotti dell’uva, in particolare derivanti dall’industria viticola, di solito vengono sprecati. L’azienda Vegea ha invece trovato un modo per trasformarli in una fibra simile al cuoio. Questa tecnologia, in attesa di brevetto, verrà utilizzata per trasformare circa 14 miliardi di chili di sottoprodotti, che vengono scartati a livello mondiale ogni anno, in una pelle alternativa cruelty-free e che potrà avere molteplici utilizzi: dagli accessori agli interni delle auto, fino ai mobili.

     

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