Giovedì, 27 Febbraio 2020 08:55

    Grape&Grape Group: “Indispensabile il rinnovo varietale"

    “Attenzione a delegittimare ricerca e innovazione. La Puglia ha bisogno di nuove varietà, specie di quelle senza semi".

    "Per avviare il processo di rinnovamento del comparto uva da tavola che, nella maggior parte dei casi si sta avvicinando al fine vita dei vigneti. Se perdiamo questo treno, rischiamo di essere esclusi dal mercato”. Così Massimiliano Del Core, presidente di Grape&Grape Group - intervistato da Mariangela Latella commenta, su corriereortofrutticolo.it, gli ultimi sviluppi delle querelle giudiziarie che si stanno verificando in Puglia tra agricoltori, commercianti e breeders, nate sulle questione relative a produzioni brevettate e prodotte illegalmente, senza il pagamento delle relative royalties.

    Alcuni produttori spingono sul fatto che i contratti dei breeders operanti nel settore dell’uva di tavola avrebbero profili di natura anti-concorrenziale ed effetti distorsivi sul mercato.

    Il rischio, se i breeder lasciano il campo italiano per l’elevata litigiosità, è quello di un rallentamento del rinnovo del comparto proprio in un momento cruciale del mercato.

    Quali sono le sue preoccupazioni, presidente Del Core?
    Temo che possa passare un’informazione errata che punisca le logiche dell’innovazione varietale. È giusto che chi investe in ricerca sia remunerato e non ha senso pensare che sia sostenibile per il mercato un sistema anarchico in cui chi vuole pianta quello che vuole. Chi demonizza le royalties trasmette un concetto sbagliato.

    Ma sul fronte dei contratti capestro denunciati dai produttori?
    Questo è un altro paio di maniche e attiene alla trattativa commerciale. Alcune condizioni contrattuali effettivamente sono particolarmente vincolanti ma possono essere riviste e rinegoziate. Ma produrre illegalmente non è la soluzione e fino ad oggi, le sentenze dei giudici sulle questioni giudiziarie in corso, si sono espresse nei fatti a favore dei diritti dei costitutori. Non vorrei che questo si traduca in un effetto boomerang sul mercato. Non possiamo permettere che in questo momento la ricerca e la trasmissione dell’innovazione al territorio pugliese rallenti o si fermi del tutto.

    In che senso?
    È importante che il comparto uva da tavola pugliese accetti, in qualche misura, almeno fino a che non abbia un’altrettanto valida alternativa, le innovazioni trasmesse dai breeder californiani. Dobbiamo inevitabilmente rinnovare i vigneti che sono vecchi e sempre meno produttivi. E dobbiamo farlo con varietà che incontrino la domanda del mercato. Ma se gli facciamo la guerra rischiamo di allontanarli dal nostro territorio a vantaggio di altri poli produttivi importanti come quello del Cile o del Sudafrica o, più vicini, anche della Spagna e della Grecia che sta crescendo molto.

     

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    Massò

    Aichem

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