Forme di allevamento: scopi e tipologie

Ottenute attraverso la potatura, le forme di allevamento permettono di ottenere una buona produzione e agevolano le operazioni manuali

da uvadatavoladmin
forme di allevamento

La vite (Vitis vinifera) è una specie vegetale perenne, legnosa e a foglia caduca. Tipicamente, assume un habitus di crescita lianoso, cespuglioso o strisciante, a seconda della vigoria che la pianta è in grado di esprimere in un dato areale. Nella domesticazione di questa specie vegetale si è ritenuto indispensabile intervenire, dando una forma alla struttura di crescita delle piante attraverso le cosiddette forme di allevamento. In agricoltura, la forma di allevamento è uno schema che viene adottato per regolare lo sviluppo vegetativo e il portamento di una pianta per raggiungere mirati obiettivi tecnici ed economici

Le forme di allevamento si ottengono attraverso la potatura, detta appunto di allevamento, che consiste nell’eliminazione di una parte dei rami per modellare la struttura della pianta.

A livello nazionale, in viticoltura le forme di allevamento utilizzate si possono raggruppare sostanzialmente in 4 categorie:

  • ad alberello;
  • a controspalliera;
  • pergoletta;
  • tendone.

Le prime due forme di allevamento, molto utilizzate nel lontano passato, sono oggi poco diffuse nell’ambito della viticoltura da tavola, che con il tempo si è sempre più differenziata da quella da vino anche per le differenti forme di allevamento adottate in campo. I primi esempi di forme di allevamento elencate, compresa la pergoletta, sono indicate per ambienti con ridotti apporti idrici e quindi con viti dotate di scarsa vigoria.

In considerazione di alcuni aspetti che distinguono una forma di allevamento da un’altra, è poi possibile suddividere le forme di allevamento in diversi modi:

  • bassa (0,8-1,2 m), media (1,2-1,6 m), alta (oltre 1,6 m), a seconda dell’altezza del fusto;
  • corta (es. alberello), mista (es. Guyot), lunga (es. tendone), a seconda del tipo di potatura
  • forme contenute e forme espanse (è bene precisare che sia le forme contenute, sia quelle espanse permettono di praticare un sistema di potatura corto o lungo), a seconda dell’espansione vegetativa

Ogni forma di allevamento ha i suoi vantaggi e svantaggi, che dipendono da un insieme di fattori come la varietà, le caratteristiche pedoclimatiche del territorio di interesse, le operazioni colturali da effettuare e la disponibilità economica.

Forme di allevamento 2

Ma quali sono obiettivi si possono ottenere grazie alla corretta forma di allevamento?

La forma di allevamento è una scelta strategica che influisce sul successo della coltivazione di uva da tavola. Grazie a una scelta corretta, infatti, è possibile garantire alle piante un equilibrio tra l’apparato vegetativo e quello riproduttivo, influendo sulla qualità e quantità dei grappoli prodotti. Questi poi devono essere al contempo liberi dalla vegetazione e protetti dall’insolazione diretta, che potrebbe arrecare ustioni agli acini. Garantire una buona disposizione dell’apparato vegetativo nello spazio, inoltre, è utile per assicurare sia una buona illuminazione delle foglie, favorendo la fotosintesi, sia un buon arieggiamento, riducendo il rischio di malattie, soprattutto fungine. Aspetto da non sottovalutare è la facilitazione e l’efficienza del lavoro nelle varie operazioni colturali, come la potatura e la raccolta che, nel caso dell’uva da tavola, vengono effettuate ancora manualmente e incidono notevolmente sui costi della manodopera e sull’efficienza del lavoro.

La scelta della corretta forma di allevamento, inoltre, condiziona in maniera determinante la carica di gemme per ceppo e per ettaro e la messa in opera di sistemi di protezione (grandine vento, pioggia) o forzatura (anticipo o posticipo della raccolta).

Nella viticoltura da tavola odierna l’architettura della vite è tipicamente quella conferita dalle forme di allevamento a tendone o a pergola, secondo le diverse varianti regionali. In generale, queste varietà vengono quindi allevate con un solo fusto che a un’altezza di circa 1,60 cm dal suolo si interrompe con la formazione di due o più branchette più o meno oblique, dalle quali – in seguito alla potatura annuale – si rinnovano lunghi tralci a frutto. Questi, in seconda battuta, verranno legati ai fili metallici, assumendo un andamento pressoché orizzontale, mentre i grappoli saranno collocati penzolanti al di sotto dei fili che sorreggono lo strato fogliare.

Dalle considerazioni fatte ne deriva che, parallelamente alla costituzione di nuove varietà e all’introduzione di nuove tecnologie, un tassello importante per lo sviluppo del comparto viticolo è rappresentato anche delle forme di allevamento adottate in campo, che – se ben gestite – possono anche massimizzare i risultati produttivi.

 

Donato Liberto
©uvadatavola.com

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