Gasolio agricolo alle stelle; non basta il credito d’imposta

Cia Puglia chiede che intervenga l’Antitrust, mentre a Taranto i camionisti bloccano la raffineria: carburante agricolo introvabile

da Redazione uvadatavola.com

Scende il prezzo al barile del gasolio agricolo, ma non accenna a diminuire quello in distribuzione.

Durante il mese di luglio il costo del gasolio agricolo ha toccato quota 1,50 euro al litro, mentre ad agosto era sceso di pochi centesimi, ma ad oggi continua ad attestarsi attorno a 1,35-1,40 euro al litro: esattamente il doppio di qualche mese fa. Il triplo rispetto all’inizio del conflitto russo-ucraino.

“Tutto ciò nonostante negli ultimi giorni le quotazioni al barile abbiano fatto segnare un calo, seppure lieve. Ci chiediamo perché non intervenga l’Antitrust”. A pronunciare queste parole è Cia Puglia attraverso nota stampa.

Cia continua: “Siamo in un contesto di economia di guerra. La verità  è che il costo delle sanzioni sta ricadendo sulle imprese e sui cittadini. Sembrerà una provocazione, ma se la guerra durerà ancora a lungo, come annunciano gli esperti, occorrono misure drastiche come la nazionalizzazione delle grandi imprese energetiche”.

Credito di imposta

Sembra quasi che ogni sforzo sia vano. Cogliamo infatti l’occasione per ricordare che attraverso il Decreto Legge Aiuti Bis, approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì 4 agosto, sono stati prorogati alcuni degli sconti fiscali volti a contenere il caro energia. Tra questi è stata inserita l’estensione al terzo trimestre 2022 del credito d’imposta del 20% sul costo del gasolio agricolo. Inoltre, durante l’incontro tenutosi a Noicattaro (Ba) lunedì 5 settembre, è stato chiesto al Ministro Patuanelli di adottare la misura per tutto il 2022.

Taranto: sciopero blocca l’ENI

Intanto a Taranto la raffineria ENI è bloccata a causa dello sciopero degli autotrasportatori. Ciò ha reso introvabile il gasolio agricolo in molte stazioni di servizio pugliesi.

“Sono a rischio le consegne degli alimenti e le lavorazioni nei campi pugliesi”. Questa volta è Coldiretti Puglia che prende la parola: “La produzione agricola e quella alimentare in Puglia assorbono oltre il 10,3% dei 5,578 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno dei consumi totali”.

Senza adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante gli autoarticolati rischiano di non poter più viaggiare, con il conseguente stop delle consegne dei prodotti agroalimentari. Inoltre l’approvvigionamento alimentare – in Puglia – è assicurato grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e zootecniche. Inoltre si contano oltre 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione.

Caro benzina: il rischio è di non raccogliere

“Senza gasolio si spengono i trattori nelle campagne aumentando la dipendenza dall’estero per l’importazione di prodotti alimentari. A causa del caro benzina tra l’altro – sottolinea Coldiretti Puglia – sono cresciute le spese di trasporto con l’85% delle merci viaggia su gomma”.

“Situazione che – conclude la Coldiretti Puglia – aggrava le già pesanti difficoltà della filiera agroalimentare costretta a far fronte a pesanti aumenti dei costi di produzione per le materie prime e l’energia. Il rischio è di dover buttare i prodotti salvati nelle campagne dalla difficile situazione climatica”.

 

Autrice: Teresa Manuzzi
©uvadatavola.com

 

 
 

Articoli Correlati