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    Martedì, 21 Giugno 2016 09:42

    Lavoro, il governo vara stretta sui voucher in agricoltura

    Via libera del governo al decreto sulla stretta sull'utilizzo dei voucher: le nuove norme prevedono la tracciabilità dei buoni lavoro.

    Il committente imprenditore o professionista - secondo quando apprende l'Ansa - dovrà comunicare almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione nome, cognome o il codice fiscale del lavoratore che riceverà il buono lavoro, il luogo e durata della prestazione con un sms o una mail alla direzione territoriale del lavoro.

    Per gli imprenditori agricoli sarà possibile usare il voucher entro sette giorni. In caso di omissione, i datori di lavoro rischiano una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore non segnalato. Dopo mesi di promesse, il consiglio dei ministri è corso ai ripari per contrastare l'abuso dei voucher (per coprire gli infortuni di chi lavora in nero) dopo il boom dello scorso anno e le cifre esplosive dei primi mesi del 2016.

    La stretta sui voucher nell'utilizzo agricolo, quindi, prevede non solo l'obbligo per il datore di lavoro di inviare un sms o un'e-mail per comunicare il nominativo e codice fiscale del lavoratore beneficiario entro 60 minuti dall'inizio della prestazione lavorativa, ma anche la riduzione della flessibilità dell'utilizzo, dovuta alla variabilità climatica tipica del settore, da 30 a 7 giorni.

    Rimane confermata l'utilizzazione dei voucher in agricoltura solo per alcune delimitate categorie, tra cui pensionati o studenti e cassintegrati. Una risposta alle tante denunce di un utilizzo distorto dei buoni lavoro, serviti anche a coprire forme di lavoro in nero anche in agricoltura.

    "Ma la sola tracciabilità non basta - osserva all'ANSA Stefano Mantegazza, segretario generale della Uila Uil -  perchè nessuna tracciabilità eviterà di pagare 8 ore di lavoro dipendente con un voucher e pochi euro di mancia".

    L'utilizzo dei voucher in agricoltura è stato limitato, rispetto al boom riscontrato in altri settori - sottolinea la Uila - grazie alle battaglie condotte unitariamente dai sindacati Fai-Flai-Uila per consentirne l'uso solo a studenti e pensionati. Uno dei problemi dei voucher in agricoltura riguarda il valore nominale, fissato in 10 euro per tutti i settori ad eccezione di quello agricolo, per il quale il valore del buono è "pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale".

    Il Ccnl operai agricoli e florovivaisti stabilisce la retribuzione soltanto per il biennio di sua competenza, mentre il biennio successivo è disciplinato dai Contratti Provinciali di Lavoro (Cpl). La retribuzione oraria degli operai agricoli, dunque, varia da provincia a provincia e, sottolineano i sindacati, utilizzarla per i voucher comporta una disparità di trattamento tra i lavoratori delle differenti zone.a Uila si dice "convinta che i voucher siano stati spesso utilizzati in modo fraudolento. Ne è la prova il fatto che, secondo un'indagine Uil, nel 2015 solo il 76,5% dei voucher acquistati siano stati utilizzati dai datori di lavoro e oltre 27 milioni di buoni lavoro venduti non siano mai sati riscossi dai lavoratori, per un valore di 271milioni di euro".

    Altro punto critico dei voucher, sottolinea la Uila, é la "tassa occulta, pari al 25% del valore di ciascun buono, che viene trattenuta a vario titolo dall'Inps e che se da una parte alimenta il gettito complessivo dell'istituto, dall'altra, rende impossibile ricevere qualsiasi tipo di prestazione previdenziale. La follia più grande è rappresentata dal fatto che del 25% trattenuto dall'Inps 0,70 euro servono per pagare l'assicurazione rischi sul lavoro. Il lavoratore, quindi, con questa piccola quota avrà diritto, in caso di infortunio, alle stesse indennità e rendite di un lavoratore dipendente (che paga molto di più)"

     

    Fonte: Ansa - la Repubblica

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