Istat: bene il commercio estero extra UE, male le vendite al dettaglio

da Redazione uvadatavola.com

Ad agosto 2016, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi del commercio estero extra UE presentano un incremento, più marcato per le importazioni (+2,5%) che per le esportazioni (+0,9%).

Il surplus commerciale (+2.127 milioni) è superiore a quello dello stesso mese del 2015 (+1.383 milioni). L’incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra UE è diffuso a livello settoriale, con un unico calo per le vendite di beni di consumo durevoli (-5,2%).

Ad agosto 2016, rispetto al 2015, aumentano le vendite di beni verso la Cina (+28,3%), il Giappone (+24,3%), i paesi ASEAN (+21,1%), gli Stati Uniti (+17,9%) e la Svizzera (+9,4%). Russia (-7,7%), paesi MERCOSUR (-7,4%) e paesi OPEC (-3,6%) segnano un decremento delle esportazioni. Le importazioni da Turchia (+35,3%), Stati Uniti (+24,9%), Svizzera (+20,5%), paesi OPEC (+16,7%) e paesi ASEAN (+14,2%) sono in forte espansione.

Il commercio al dettaglio
A luglio 2016 le vendite al dettaglio registrano una diminuzione congiunturale dello 0,3% sia in valore sia in volume. La flessione è imputabile ai prodotti non alimentari, le cui vendite calano dello 0,5% in valore e dello 0,4% in volume, mentre quelle di beni alimentari crescono, rispettivamente, dello 0,3% in valore e dello 0,1% in volume.

Nella media del trimestre maggio-luglio 2016, l’indice complessivo del valore delle vendite al dettaglio registra una variazione congiunturale positiva dello 0,2%. L’indice in volume risulta stazionario nei confronti del trimestre precedente.

Rispetto a luglio 2015, le vendite diminuiscono complessivamente dello 0,2% in valore e dello 0,8% in volume. La flessione più marcata riguarda i prodotti non alimentari: -0,6% in valore e ‑1,1% in volume.

Rispetto a luglio 2015 si osserva un incremento del valore delle vendite nella grande distribuzione (+1,1%), a fronte di una flessione (‑1,2%) per le imprese operanti su piccole superfici.

Fonte: istat

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