PAC post-2020: cosa cambierà a sostegno del mondo produttivo

da Redazione uvadatavola.com

In occasione del 9° Convegno Nazionale organizzato da Gowan Italia, si è discusso anche delle nuove politiche agricole europee.

A parlarne è stato il prof. Angelo Frascarelli, docente di Economia e politica agraria presso l’Università di Perugia con una relazione intitolata “La PAC post-2020: cosa cambierà a sostegno del mondo produttivo”.

“In questi mesi è in corso a Bruxelles tra gli Stati Membri la discussione sul futuro dell PAC, precisamento del periodo 2021-2027. Anche questa programmazione avrà la durata di 7 anni, quindi le decisioni da prendere saranno diverse e molto importanti. La prima riguarda il livello di sostegno che sarà disponibile per l’agricoltura europea. Attualmente, nel bilancio dell’UE, circa il 34% delle risorse sono destinate all politica agricola, per il sostegno degli agricoltori e dello sviluppo rurale”, dichiara Frascarelli a uvadatavola.com.

La Commissione Europea ha proposto di ridurre il sostegno di circa 5 punti percentuali nel bilancio, riducendo le risorse per la PAC dal 34% al 29%. “Tuttavia – continua – questo taglio è problematico ma poteva andare peggio. Sul fronte dei pagamenti diretti, la novità forse più importante è che il singolo Stato Membro, nel nostro caso l’Italia, potrà decidere – ma questo lo sapremo tra circa un anno – se erogare un sostegno con o senza titoli. Nell’ipotesi che il sostegno sarà senza titoli, l’agricoltore riceverà un contributo che sarà uguale per tutti gli agricoltori, pari a circa 300 euro a ettaro“.

Secondo il docente la parola chiave della nuova PAC è “smart”. “L’agricoltura del futuro sarà smart (che in inglese significa intelligente, furbo, veloce), in cui il produttore, dopo aver acquisito il sostegno della PAC, dovrà anche impegnarsi ad ottimizzare la produzione e dedicarsi a un buon rapporto con il mercato e il consumatore. Si tratta di un’agricoltura capace di adattarsi ai cambiamenti dei mercati, di essere sostenibile, di utilizzare più tecnologia, di produrre alimenti sicuri, di qualità e diversificati“.

“Un concetto insito nell’agricoltura smart – conclude Frascarelli – è la resilienza, una parola di cui sentiremo sempre più parlare nei prossimi anni. Resilienza vuol dire capacità di resistere agli shock, ai cambiamenti. Ad esempio in ingegneria la resilienza di un materiale è la capacità di questo a resistere ad una rottura. Anche l’agricoltura oggi è soggetta a degli shock, come il cambiamento climatico, il cambiamento dei consumi, il cambiamento dei mercati, il cambiamento delle norme. Resilienza vuol dire che l’agricoltura dovrà imparare a produrre in condizioni di queste incertezze, resistendo”.

 

Autore: la Redazione

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