Protocollo d’intesa della filiera uva da tavola

da Redazione uvadatavola.com

Ortofrutta Italia, organizzazione dell’ortofrutta italiana, ha comunicato che è stato raggiunto un protocollo d’intesa  nell’ambito della filiera dell’uva da tavola.

L’obiettivo del presente accordo è quello di favorire le diverse esigenze della filiera, nonché l’economia territoriale dei più importanti bacini produttivi e consentire di ottenere un prodotto di qualità in linea con le aspettative e le esigenze dei consumatori, sulla base di quanto presentato nel Comitato Uva da Tavola dello scorso 15 maggio 2013, nonché dalla successiva presa in carico del Consiglio di Amministrazione di Ortofrutta Italia.

Nell’ambito del Comitato Uva da Tavola sono state segnalate alcune richieste provenienti da imprese della GDO non operanti sul mercato italiano di utilizzare nella difesa fitosanitaria un numero ed una tipologia di molecole limitato e definito in modo restrittivo, soprattutto sul numero di residui rilevabili in fase di commercializzazione, con potenziali problematiche per il rispetto della normativa sull’utilizzo dei fitofarmaci e con fenomeni di resistenza difficilmente gestibili in un futuro prossimo.

Si evidenzia dall’altra parte l’attività tecnica svolta con particolare professionalità, competenza e tempestività dal Comitato Nazionale di Protezione Integrata e dalle Regioni nella compilazione e approvazione delle Norme di Protezione Integrata o ecosostenibile con una selezione accurata dei prodotti fitosanitari e delle limitazioni sia per aspetti tossicologici che per prevenire fenomeni di resistenza negli organismi bersaglio.

Un imponente lavoro su tale fronte è stato svolto. In particolare, per l’uva da tavola, in base ai principi di applicazione della difesa integrata e sono state effettuate le seguenti riduzioni di sostanze attive (s.a.) impiegabili.

Pertanto, sulla base di tale risultato condiviso a livello nazionale e in linea con quanto già legiferato dalla Commissione Europea con la Direttiva 128/2009, si ritiene opportuno favorire l’adozione delle Norme di Difesa integrata approvate dalle Regioni e rese pubbliche tramite i propri bollettini Ufficiali.

Ciò consentirebbe di ottenere un comportamento territoriale della produzione univoco e conforme a regole istituzionali basate su principi scientifici e di regolarità legislativa indicate sia da parte del Ministero delle Politiche agricole, ma anche da parte del Ministero della Salute e dell’Ambiente.

In tal modo si potrebbero tutelare le produzioni in quanto la limitazione nel numero dei residui talvolta richiesta può determinare ripercussioni tecniche, anche gravi, nella produzione.

In particolare, le aziende agricole, per rispettare il limitato numero di residui, sono costrette ad utilizzare uno stesso prodotto fitosanitario oltre i limiti imposti dalla stessa etichetta del prodotto nonché dalle Norme di difesa Integrata ed ecosostenibile.

Ciò induce alla acquisizione e diffusione di resistenza ai prodotti fitosanitari nelle popolazioni di parassiti, che nel tempo difficilmente potranno essere controllati, con le conseguenze del caso per l’intera economia territoriale degli areali produttivi nazionali dell’uva da tavola.

Si condivide e si concorda di fare riferimento a procedure di Produzione Integrata anche in relazione a quanto previsto dai Disciplinari di Produzione Integrata Regionale ufficialmente riconosciuti, cercando di evitare situazioni in contrasto o che possano entrare in contrapposizione con i principi della produzione integrata.

Si è quindi concordi nel promuovere un’azione di sensibilizzazione in tal senso verso le aziende della GDO, anche al fine di valutare eventuali interventi sui capitolati di fornitura.

Un secondo punto di accordo, in linea con i principi della produzione integrata, riguarda la valutazione della significatività e l’affidabilità dei limiti analitici di rilevamento di principi attivi in modo tale da evitare falsi o erronei allarmi sempre nella logica di massima tutela del consumatore e di rigorosa applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente.

Con queste premesse che fanno parte integrante dell’accordo, si stabilisce quanto segue:

Articolo 1 Ci si impegna a sensibilizzare le imprese della GDO operanti sul mercato nazionale affinché si valutino interventi nei capitolati di fornitura proposti alle imprese della produzione, per la definizione di parametri di qualità indirizzati alla logica della produzione Integrata, frutto di valutazioni scientifiche in capo al Comitato Nazionale di Protezione Integrata, descritte nei disciplinari regionali di produzione integrata e pubblicate dai Bollettini Ufficiali delle Regioni; allo stesso modo si sensibilizzeranno le aziende della GDO affinché eventuali ulteriori specifiche aggiuntive non siano in contrapposizione alla corretta applicazione dei disciplinari di produzione integrata regionali.

Articolo 2 Per le sostanze attive che vengono riscontrate dalle analisi di laboratorio preventive alla commercializzazione di una determinata fornitura, saranno le imprese produttive e distributive a valutare, nell’ambito delle consuete attività di reciproco confronto, criteri di valutazione che tengano in debito conto i limiti analitici strumentali e la significatività dei risultati nella logica del rigoroso rispetto della normativa vigente e della reale tutela del consumatore evitando ingiustificate situazione di allarme.

Articolo 3 Le rappresentanze della produzione e della distribuzione richiedono al Consiglio di Amministrazione di Ortofrutta Italia un impegno a ricercare la collaborazione istituzionale della PA interessata e competente al fine di intraprendere attività di sensibilizzazione e comunicazione utili alla possibile estensione dei principi ispiratori del presente Protocollo d’Intesa anche alle catene distributive presenti in Europa.

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