D25, due anni di prove sul germogliamento della vite

Le prove condotte tra le province di Taranto e Bari, oltre che nei comprensori di Mazzarrone e Canicattì, hanno evidenziato una risposta vegetativa uniforme e ordinata, riaprendo il confronto tecnico sulla qualità della ripartenza del vigneto

da Donato Liberto
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Due anni di lavoro in campo, tra Puglia e Sicilia, per osservare il comportamento di una nuova soluzione tecnica dedicata alla fase del germogliamento nella vite da tavola. È questo il percorso che ha accompagnato lo sviluppo di D25, un interruttore di dormienza pensato per favorire una ripresa vegetativa più uniforme ed efficace, validato direttamente in aree ad alta vocazione produttiva come le province di Taranto e Bari, oltre ai comprensori di Mazzarrone e Canicattì.

Il lavoro è nato da un’esigenza concreta: offrire al produttore uno strumento capace di accompagnare la pianta in una delle fasi più delicate della stagione, con l’obiettivo di intervenire non soltanto sulla partenza, ma soprattutto sulla qualità della risposta vegetativa.

“L’obiettivo era osservare la qualità della risposta in condizioni reali di campo, non fermarsi a un effetto iniziale. Volevamo capire se fosse possibile ottenere una ripartenza più uniforme, più armonica e più leggibile”.

Giuseppe D’Errico, responsabile tecnico

Prove in campo in condizioni reali

Nel corso delle due annualità, le prove sono state seguite in contesti produttivi reali, con osservazioni mirate sull’apertura delle gemme, sulla regolarità vegetativa e sull’armonia complessiva della partenza del vigneto. Secondo quanto emerso dal lavoro svolto, D25 ha mostrato continuità di comportamento nei diversi areali osservati, evidenziando una risposta ritenuta particolarmente interessante sul piano agronomico.

Tra gli elementi rilevati in campo figurano:

  • apertura gemme uniforme;
  • ripresa vegetativa regolare;
  • maggiore armonia complessiva del vigneto;
  • una partenza visivamente ordinata già nelle prime fasi.

Si tratta di aspetti che, nella gestione della vite da tavola, assumono un peso tutt’altro che secondario. La fase iniziale della ripresa vegetativa, infatti, condiziona la leggibilità del vigneto e può incidere sulla gestione successiva della stagione.

Perché la qualità del germogliamento conta

Non conta soltanto che la pianta riparta. Conta, sempre di più, come riparte. Un germogliamento uniforme consente infatti di leggere meglio il comportamento del vigneto e di impostare con maggiore precisione le fasi successive della gestione agronomica.

In questa prospettiva, la qualità della risposta vegetativa assume un valore strategico. Una partenza più armonica può tradursi in un vigneto più ordinato, più omogeneo e più semplice da accompagnare nel corso della campagna. È proprio su questo punto che si concentra il lavoro svolto su D25: non un semplice effetto iniziale, ma una valutazione della risposta complessiva della pianta in condizioni reali di coltivazione.

D25

Puglia e Sicilia come aree di validazione

La scelta di lavorare tra Puglia e Sicilia non è stata casuale. Si tratta, infatti, di territori centrali per la viticoltura da tavola italiana, nei quali la qualità della ripartenza vegetativa incide in modo diretto sull’organizzazione della gestione successiva del vigneto.

Portare D25 nelle province di Taranto e Bari, così come nei comprensori di Mazzarrone e Canicattì, ha significato misurarsi con condizioni produttive concrete, esigenze operative reali e aspettative molto precise da parte dei produttori.

“Sono contento del risultato per uniformità del germogliamento; in questo modo riesco meglio a gestire il vigneto durante tutta la stagione.”

Anche questa osservazione restituisce uno degli aspetti centrali emersi dalle prove: una ripartenza più uniforme non rappresenta soltanto un effetto visivo, ma può diventare un elemento utile per rendere il vigneto più leggibile e più ordinato nel corso dell’intera annata.

Una linea tecnica sempre più attuale

D25 si inserisce in un filone tecnico oggi sempre più attuale: quello di una viticoltura che guarda alla qualità della partenza come a una leva strategica per costruire valore lungo tutta la stagione. In questo approccio, la sincronizzazione del germogliamento e la qualità della ripresa vegetativa diventano parametri centrali, non accessori.

“Oggi non conta solo far partire la pianta. Conta come riparte il vigneto, con quale equilibrio e con quale uniformità.”

Giuseppe D’Errico, responsabile tecnico

Le osservazioni raccolte tra la provincia di Taranto, la provincia di Bari, Mazzarrone e Canicattì rappresentano oggi una base utile per proseguire l’approfondimento sul valore agronomico della soluzione e per aprire un confronto più ampio con produttori e tecnici del settore. Il percorso svolto finora conferma infatti l’interesse verso una nuova generazione di soluzioni capaci di accompagnare la pianta in modo più evoluto, lavorando sulla sincronizzazione del germogliamento e sulla qualità della ripresa vegetativa.

D25
Per informazioni su D25 e sul lavoro di prova sviluppato tra Puglia e Sicilia
Giuseppe D’Errico
Responsabile tecnico
Tel. +39 348 8081218

D25 – Sincronizzatore del germogliamento
Più equilibrio all’inizio. Più valore alla fine.

Comunicato a cura di: 43Group 
©uvadatavola.com

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