Indice
- Marito e moglie avevano costituito una azienda agricola fittizia per ottenere “gratuitamente” dall’Agea i cosiddetti “titoli”.
- La truffa sarebbe stata messa in atto, poi, attraverso la stipula, nel 2009 e nel 2011, di due contratti falsi che hanno consentito ai coniugi di ottenere i “titoli” e i conseguenti aiuti economici fino al 2019.
- Spostiamo ora in Sicilia, dove i carabinieri, nel corso dell’anno, hanno condotto una imponente attività di verifica per contrastare le truffe all’Inps consumate attraverso i falsi braccianti agricoli e le indebite percezioni del reddito di cittadinanza.
- Trapani
- Lercara Friddi (Pa)
- Catania
- Messina
- Caltanissetta
vrebbero ottenuto indebitamente fondi europei destinati all’agricoltura, creando una impresa fittizia necessaria per chiedere gli aiuti concessi nell’ambito della PAC (la Politica Agricola Comune) truffando l’Agea.
La Guardia di finanza – fa sapere Telebari.it – ha sequestrato a due coniugi di Santeramo in Colle, nel Barese, beni mobili e un immobile del valore di 30 mila euro, pari al denaro pubblico illecitamente ottenuto ed erogato dall’Agea.
Marito e moglie avevano costituito una azienda agricola fittizia per ottenere “gratuitamente” dall’Agea i cosiddetti “titoli”.
I fatti contestati si riferiscono agli anni 2009-2019
Stando alle indagini coordinate dal Pubblico Ministero Claudio Pinto, marito e moglie avevano costituito una azienda agricola fittizia per ottenere “gratuitamente” dall’Agea i cosiddetti “titoli”, commisurati al numero di ettari di terreno che viene dichiarato coltivato, che consentono a “nuovi agricoltori” di percepire “contributi pubblici comunitari”.
La truffa sarebbe stata messa in atto, poi, attraverso la stipula, nel 2009 e nel 2011, di due contratti falsi che hanno consentito ai coniugi di ottenere i “titoli” e i conseguenti aiuti economici fino al 2019.
Ai due indagati sono anche contestate violazioni amministrative che prevedono l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari all’importo indebitamente percepito e, contestualmente, i finanzieri hanno effettuato le segnalazioni agli organi competenti per il recupero delle somme erogate.
Spostiamo ora in Sicilia, dove i carabinieri, nel corso dell’anno, hanno condotto una imponente attività di verifica per contrastare le truffe all’Inps consumate attraverso i falsi braccianti agricoli e le indebite percezioni del reddito di cittadinanza.
Il bilancio, in relazione alle indagini sviluppate dai militari delle Stazioni e dai Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro, è stato di 880 persone denunciate, di cui 52 in stato d’arresto, consentendo all’Inps di recuperare somme già erogate e soprattutto di bloccare ulteriori centinaia di migliaia di euro.
Trapani
Già nel novembre 2020 i carabinieri di Trapani avevano scoperto una maxi truffa ai danni dell’Inps, in cui gli indagati, utilizzando imprese e società del comparto edile esistenti solo sulla “carta” ed aventi sedi “fantasma”, avevano fittiziamente assunto 241 persone, allo scopo di percepire indebitamente le indennità previdenziali e assistenziali. I finti lavoratori, a loro volta, si impegnavano poi a versare ai titolari delle ditte fittizie la metà del valore di tali indebite indennità (ad esempio quella della disoccupazione, pur non avendo mai lavorato neanche un giorno). L’operazione aveva quindi consentito, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, di effettuare un sequestro di beni per un valore di circa 670 mila euro a carico dei titolari delle aziende fantasma.
Lercara Friddi (Pa)
Altra significativa operazione è stata effettuata nel marzo scorso dai carabinieri di Lercara Friddi – in provincia di Palermo -, con cui sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 30 persone, di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, i quali, per eludere i controlli dell’ente previdenziale, avevano reso dichiarazioni mendaci o incomplete nella dichiarazione sostitutiva unica, percependo, quindi, indebitamente il reddito di cittadinanza ovvero percependolo in misura superiore al dovuto, per un danno erariale di circa 235.000 mila euro.
Catania
Ulteriore inchiesta è stata effettuata a Catania, nel maggio scorso, con cui sono finite in manette 40 persone, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, falsi e truffe ai danni dell’Inps. Nel corso delle indagini, in particolare, è stato documentato un singolare canale di finanziamento delle casse dei clan mafiosi: l’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione agricola. Attraverso una rete di ditte compiacenti, consulenti del lavoro disponibili e soggetti che si prestavano a fungere da falsi “braccianti agricoli”, l’organizzazione mafiosa predisponeva tutta la documentazione necessaria. Inoltre presentava le domande per ottenere indebitamente tale indennità, il cui totale illegalmente percepito ammonta ad oltre 80.000 euro.
Messina
Una significativa operazione nel settore è stata svolta – con la collaborazione del Comando Provinciale di Messina – nel maggio scorso. Sono finite in manette 12 persone. L’accusa? Tra gli altri reati avrebbero anche percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Il danno erariale sarebbe di oltre 100.000 euro.
Caltanissetta
Altra rilevante inchiesta è stata effettuata dai carabinieri di Caltanissetta, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia Nissena. Le forze dell’ordine hanno disarticolato un’associazione di tipo mafioso dedita ad esercitare il controllo delle attività agricole in quella provincia, mediante l’imposizione ai singoli imprenditori delle tipologie di colture da realizzare. Gli agricoltori sono stati costringendoli anche a mettere a disposizione i propri fondi per il pascolo abusivo di bestiame. L’indagine, ha inoltre comprovato l’indebita erogazione di contributi europei nel settore agricolo in favore di alcuni esponenti dei clan mafiosi nonché vicende estorsive in danno di vari imprenditori del comune di Mazzarino, costretti a corrispondere somme di danaro e a fornire gratuitamente beni e servizi ai membri del clan.
“Il quadro delineato – afferma il Generale di Brigata Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia – evidenzia una preoccupante diffusione di tali fenomeni. Per questo motivo l’Arma – in sinergia con i Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro e con la collaborazione dell’Inps e delle organizzazioni delle imprese agricole – hanno intensificato la risposta verso queste inaccettabili sottrazioni di risorse dalle “casse” dello Stato. Contrastando anche ogni sorta di indebito arricchimento connesso a tali reati”.