Applicazione di putrescina e chitosano per il mantenimento della qualità dell’uva da tavola in post-raccolta

da Redazione uvadatavola.com

Secondo un recente studio condotto dal Prof. Mohammad Ali Shiri della University of Guilan (Rasht, Iran) e pubblicato sul Journal of Food Processing and Preservation, l’applicazione in post-raccolta della putrescina in combinazione col chitosano consentirebbe di mantenere più a lungo la qualità dell’uva da tavola.

I campioni di uva da tavola della varietà “Shahroudi”, immersi in una soluzione acquosa contenente diverse concentrazioni di putrescina e lasciati in camera umida per 60 giorni circa, hanno mostrato una riduzione di perdita di peso, di incidenza di decadimento, di imbrunimento e di spacco degli acini.

L’uva da tavola è un frutto con una bassa attività fisiologica, ma è soggetto durante la fase di conservazione a perdite di acqua, imbrunimento e infezioni di muffa che riducono la qualità in post-raccolta. Recentemente, i prodotti naturali biologicamente attivi stanno diventando una valida alternativa ai fungicidi di sintesi nel mantenimento della qualità dei frutti durante la conservazione. Lo strato di chitosano permetterebbe di migliorare la resistenza alle malattie fungine, se applicato nel pre e nel post-raccolta. Le poliammine (delle quali la putresceina è una delle più semplici) sono composti biologici a basso peso molecolare onnipresenti negli organismi viventi e sarebbero in grado di rallentare la senescenza, ritardare le variazioni di colore e garantire maggiore consistenza degli acini, minor produzione di etilene e induzione di resistenza meccanica.

Autore: la Redazione

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