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Per il primo appuntamento dell’estate 2025 di In campo con l’Agronomo, ci siamo addentrati nei vigneti dell’azienda agricola Agrisumma, socia e conferitrice dell’O.P. Secondulfo di Trani, una delle aree più vocate per la viticoltura da tavola del nord barese. A fare da sfondo, i grappoli di una varietà tardiva di nuova introduzione, la Late Pearl, selezionata da Grape Evolution. Al centro della chiacchierata, un aspetto fondamentale nella gestione dell’uva da tavola: la nutrizione della vite. Una nutrizione mirata e ben pianificata è alla base dell’ingrossamento uniforme degli acini e di una buona architettura del grappolo, due fattori chiave per ottenere una produzione di qualità. Ne abbiamo parlato con l’agronomo Antonio Mastropirro dello studio Agriproject Group srl, per capire come tradurre conoscenze scientifiche in pratiche agronomiche concrete.
Nutrizione della vite: partire dalla fisiologia
“La vite ha una fisiologia complessa – ha subito spiegato l’esperto – ma la ricerca oggi ci consente di conoscere gran parte dei suoi meccanismi”. Questa complessità si riflette in modo evidente durante una delle fasi più delicate del ciclo produttivo: l’ingrossamento della bacca, momento in cui la pianta attiva processi regolati da ormoni e sostanze nutritive. In questa fase, alcuni elementi diventano fondamentali. “L’azoto è l’elemento plastico per eccellenza – chiarisce – mentre il calcio, meno mobile ma essenziale, contribuisce alla struttura delle pareti cellulari”. Entrambi vanno somministrati con equilibrio, alternando apporti fogliari e radicali. Anche magnesio e microelementi (come ferro, zinco e boro) rivestono un ruolo chiave, seppur presenti in quantità minori.
Equilibrio e specificità: ingredienti essenziali per la nutrizione della vite
La nutrizione della vite non può essere affrontata con soluzioni standard: ogni varietà presenta esigenze diverse e ogni vigneto risponde in modo unico agli apporti nutrizionali. “Conoscere il proprio terreno e le caratteristiche della vigna è essenziale” – precisa infatti l’agronomo. A riguardo, una delle fasi più sensibili è la fioritura, perché in quel momento la vite definisce il numero di acini che porterà a maturazione. Una nutrizione ben bilanciata in questa fase favorisce l’allegagione e getta le basi per grappoli omogenei.
Ma anche la nutrizione più precisa richiede una condizione imprescindibile: la disponibilità di acqua. “È l’elemento che consente la mobilitazione degli elementi nutritivi. In questa fase di rapido accrescimento, se manca l’acqua, anche i trattamenti più mirati rischiano di diventare controproducenti”.
Quattro accorgimenti per ottenere grappoli equilibrati e acini omogenei
Tecniche ormonali: potenzialità e limiti
Tra gli strumenti a disposizione del viticoltore, l’esperto pone l’accento sui trattamenti ormonali, utilizzati soprattutto nelle varietà apirene per stimolare l’ingrossamento degli acini e la distensione del grappolo. “Formulati a base di citochinine, acido gibberellico o acido naftalenacetico sono strumenti utili per stimolare la divisione cellulare e l’accrescimento dell’acino, specialmente nelle varietà senza semi che non producono ormoni endogeni sufficienti”. Questi prodotti, se ben dosati e somministrati al momento giusto, possono migliorare in modo significativo la qualità commerciale del grappolo.
Tuttavia, l’agronomo mette in guardia contro un uso automatico o eccessivo: “Sono strumenti potenti, ma non sostituiscono la gestione agronomica”. Senza una nutrizione equilibrata e un’irrigazione adeguata, gli effetti possono infatti risultare contrari alle attese, con acini disomogenei, rachidi fragili o maturazioni irregolari.
Dalla teoria alla pratica
Come evidente, la qualità inizia sempre da una gestione consapevole e mirata: conoscere la fisiologia della vite, interpretare le esigenze della pianta nelle diverse fasi fenologiche e adattare di conseguenza nutrizione e tecniche di intervento è ciò che fa davvero la differenza in campo.
La teoria, però, non basta. E allora andiamo dritti alla pratica con il nuovo video di In campo con l’agronomo per scoprire come applicare con efficacia le strategie nutrizionali che portano a grappoli sani, omogenei e ben strutturati.
Ilaria De Marinis
© uvadatavola.com
