Packaging per l’uva: plastica o cartone?

Sempre più attenti alla sostenibilità, i consumatori oggi premiano le confezioni in cartone rispetto a quelle in plastica. A raccogliere questa sfida è Smurfit Westrock Italia, realtà che combina ricerca, tecnologia e design

da Ilaria De Marinis
packaging per l'uva

Nel mondo dell’ortofrutta, la confezione è ormai diventata molto più di un semplice contenitore: è un simbolo di identità, innovazione e impegno ambientale. Oggi, scegliere tra plastica e cartone significa scegliere tra due visioni del mercato e del futuro. In questo scenario si inserisce Smurfit Westrock Italia, realtà che combina ricerca, tecnologia e design per accompagnare le aziende del comparto nella transizione verso imballaggi sostenibili e funzionali. Dalla progettazione nei centri R&D di Pastrengo e Asti alla produzione nello stabilimento di Capocolle di Bertinoro, ogni soluzione nasce per garantire sicurezza alimentare, efficienza logistica e un impatto ambientale ridotto. Una transizione che non è più solo una scelta etica, ma una necessità industriale e normativa. Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, la sostenibilità è diventata parte integrante del processo produttivo: ogni materiale deve essere ripensato in chiave circolare, ogni confezione deve raccontare un impegno concreto. È in questo contesto che Smurfit Westrock Italia si muove, unendo esperienza e visione per accompagnare la filiera ortofrutticola verso il futuro e, in particolare, offrire un packaging per l’uva sempre più sostenibile. Scopriamone di più. 

Quali sono le principali differenze nella percezione dei consumatori tra plastica e cartone nel packaging per l’uva da tavola?

In generale, non solo per l’uva da tavola, da tempo è in corso una piccola rivoluzione: i consumatori sono sempre più sensibili al tema del packaging e iniziano a scegliere i brand anche in base al materiale delle confezioni, privilegiando quelli a basso impatto ambientale.
E non si tratta di semplici impressioni: i dati confermano il trend. Secondo l’ultima ricerca European Consumer Packaging Perceptions Study 2025, i consumatori italiani si distinguono per una crescente attenzione alle tematiche ambientali. Il cambiamento climatico è percepito come la sfida principale del nostro tempo e il packaging ha un impatto diretto sulle scelte d’acquisto: il 59% degli italiani considera l’impatto ambientale del packaging quando compra un prodotto confezionato; oltre la metà ha cambiato marca proprio a causa del tipo di imballaggio utilizzato; e l’89% dichiara di preferire il cartone alla plastica.

Avete condotto ricerche di mercato o ricevuto feedback dai clienti su quale materiale preferiscono?

Negli anni abbiamo registrato una crescita costante dell’apprezzamento verso la nostra gamma Safe&Green, studiata appositamente per l’ortofrutta: biodegradabile, riciclabile e certificata per il contatto alimentare. Si tratta di una linea molto ampia che rientra nella strategia di gruppo Better Planet Packaging, mirata a sviluppare soluzioni di imballaggio a sempre minor impatto ambientale.
Un interesse che riscontriamo anche durante le fiere di settore, come Macfrut, dove si incontrano le filiere integrate dell’ortofrutta e dove il dialogo con i produttori conferma l’evoluzione del mercato in questa direzione.

Il consumatore medio è più influenzato dalla sostenibilità del materiale o dall’aspetto estetico e funzionale della confezione?

Il materiale è diventato un fattore sempre più rilevante, talvolta determinante, nelle scelte dei consumatori. Con il cartone ondulato riusciamo a coniugare entrambe le esigenze: è un materiale sostenibile – biodegradabile, riciclabile e riutilizzabile fino a sette volte – ma anche estremamente versatile. Ci permette, infatti, di realizzare packaging creativi che valorizzano il brand e ne rafforzano l’immagine distintiva, soprattutto nei canali GDO. Inoltre, può essere personalizzato con grafiche e colori stampati con inchiostri ad acqua e, grazie al lavoro dei nostri ecodesigner, dà vita a confezioni funzionali sia per il trasporto, che per il rifornimento a scaffale o su pallet.

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Il packaging in cartone è realmente più ecologico rispetto a quello in plastica, considerando l’intero ciclo di vita?

Sulle qualità ecologiche dei materiali a base carta rispetto a quelli plastici non ci sono dubbi. Ma il nostro valore aggiunto è la capacità di fornire al cliente una valutazione oggettiva e completa grazie agli Experience Centre dislocati in tutto il mondo. In questi centri R&D analizziamo l’intera supply chain, valutando la quantità di materiale impiegato e lo spessore ideale del cartone o cartoncino per ciascuna applicazione. In Italia l’Experience Centre è a Pastrengo, nel Veronese, e da pochi mesi si è aggiunto il Solution Centre di Asti, dove i clienti possono progettare insieme ai nostri tecnici il packaging più adatto alle loro esigenze.

Quali strategie adottate per ridurre l’impatto ambientale del packaging per l’uva da tavola?

Molte aziende italiane che commercializzano uva da tavola hanno scelto di cambiare prospettiva, sostituendo la plastica con imballaggi a base carta. Per loro, nello stabilimento di Capocolle di Bertinoro (Emilia-Romagna), produciamo plateau impilabili, vassoi e vaschette progettati con estrema cura fin dalle fasi iniziali, tenendo conto della delicatezza del prodotto.
Il materiale che prediligiamo è il cartone ondulato, che offre un ottimo equilibrio tra resistenza, leggerezza e sostenibilità. Il nostro know-how nell’utilizzo di carte idonee al contatto alimentare assicura che l’uva arrivi dal campo alla tavola mantenendo intatti i suoi valori nutrizionali.
A questo si aggiunge il brevetto Smurfit Westrock Agrolife®, che impiega una carta vergine capace di assorbire l’etilene – un ormone vegetale gassoso che accelera la maturazione – contribuendo così ad aumentare la shelf-life del prodotto.

La plastica viene percepita come un vantaggio in termini di trasparenza e visibilità del prodotto rispetto al cartone?

È vero che con le vaschette in plastica il prodotto è sempre visibile, ma anche il cartone ondulato offre oggi soluzioni competitive. Abbiamo infatti sviluppato vaschette con fustellature studiate per mettere in risalto la frutta, consentendo una buona visibilità del contenuto.
In più, il cartone presenta un vantaggio strategico: può essere interamente personalizzato con stampe di alta qualità – in flexo HD o offset – che valorizzano l’identità dell’azienda ortofrutticola sul punto vendita, rendendo il marchio più riconoscibile e attraente agli occhi del consumatore.

Concludendo, cosa ci si può aspettare per il futuro da Smurfit Westrock Italia?

La nostra gamma Safe&Green è in continua evoluzione, con l’obiettivo di coniugare sempre di più la sostenibilità intrinseca dei nostri imballaggi con prestazioni tecniche e funzionali di alto livello. Vogliamo offrire soluzioni capaci di adattarsi a ogni tipo di prodotto, canale e destinazione, integrando materiali innovativi come la carta Agrolife® e tecnologie di stampa sempre più performanti.
Ma il futuro per noi non significa solo nuovi materiali: significa costruire insieme ai clienti percorsi di innovazione condivisa, dove il packaging diventa uno strumento di comunicazione, di efficienza logistica e di responsabilità ambientale.
In un mondo come quello dell’ortofrutta, dove qualità e freschezza sono valori imprescindibili, crediamo che il nostro compito sia quello di dare forma – letteralmente – a un futuro più sostenibile, bello e funzionale.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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