Secondo i dati ufficiali CPVO (Community Plant Variety Office), l’ufficio comunitario preposto alla tutela delle varietà vegetali, dal 1996 al 2014 c’è stato un incremento esponenziale di privative varietali (o brevetti).

Evoluzione annuale del numero di registrazioni (CPVO 1996-2014).
Ciò significa che la sensibilità per l’innovazione applicata al mondo varietale esiste ed è sicuramente importante.
Dai dati si evince che, tra le specie per le quali sono state concesse delle privative, il fanalino di coda è rappresentato dalle varietà frutticole che costituiscono soltanto un 8% del totale, dato insignificante rispetto alle ornamentali che la fanno da padrone.

Numero di registrazioni varietali per settore agricolo nel 2014.
Purtroppo, rispetto al 2013, l’Italia nella classifica internazionale dei paesi che registrano più varietà vegetali, e che quindi curano l’innovazione nell’ambito agricolo, ha perso due posizioni.
Questo dovrebbe essere un campanello d’allarme in quanto nel nostro Paese si innova ancora poco.
Risposta a cura dell’Avv. Vincenzo Acqufredda dello studio legale Trevisan & Cuonzo, specializzato in tutela della proprietà intellettuale con particolare riferimento al settore delle nuove varietà vegetali.
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Autore: la Redazione
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