Table Grape Conference le voci della filiera

In un comparto che cambia volto, la collaborazione è la vera leva di crescita. Così la Table Grape Conference 2025, al via oggi, riafferma il valore del fare rete

da Ilaria De Marinis
table grape conference

Mai come oggi, la filiera dell’uva da tavola sente il bisogno di pensarsi come un sistema coeso. Le eccellenze individuali e i successi stagionali non bastano più: serve una direzione comune, un linguaggio condiviso, un obiettivo che tenga insieme produttori, tecnici, ricercatori, operatori commerciali e istituzioni. Con questo spirito nasce e si consolida la Table Grape Conference, un appuntamento che rinnova la volontà di camminare insieme, di continuare a costruire una rete solida capace di affrontare le sfide future con metodo e visione.

A guidarla, un comitato organizzatore che abbraccia le diverse anime del comparto: Fruit Communication con Fruit Lab, CUT – Commissione Italiana Uva da Tavola, APEO – Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli e Associazione Siciliana Uva da Tavola. Una pluralità di voci, esperienze e visioni che lavorano allo stesso tavolo, a partire dalla Table Grape Conference lungo un percorso che troverà il suo culmine a Bari, dal 20 al 22 ottobre 2026, con la seconda edizione di LUV Fiera, la biennale europea dedicata all’uva da tavola. Un traguardo che non è un punto d’arrivo, ma un passo ulteriore in un cammino condiviso: quello di una filiera che ha scelto di crescere insieme, consapevole che il futuro non si improvvisa, ma si costruisce.

La Table Grape Conference tra Puglia…

L’iniziativa è ottima per vari ordini di ragioni – sottolinea Massimiliano Del Core, presidente della CUT – innanzitutto perché si svolge in Sicilia, e questo attesta l’importanza della produzione siciliana, significativa in termini di rese produttive, innovazione e know-how. La scelta di Catania, in tal senso, permette di valorizzare un territorio che negli ultimi anni ha compiuto un importante salto qualitativo”. “Il secondo motivo per cui questa iniziativa è lodevole e importante è che, al termine della campagna 2025, offre un’occasione unica di confronto per capire tutti gli elementi che hanno caratterizzato – dal punto di vista produttivo, tecnico e commerciale – le dinamiche della filiera dell’uva da tavola nazionale. In terzo luogo, la Table Grape Conference punta i riflettori su un altro tema cardine per la filiera come l’innovazione varietale. Parlare di innovazione varietale significa analizzare le performance delle nuove varietà seedless, già piantate in Puglia da qualche anno e, più recentemente, anche in Sicilia. Significa conoscere meglio le loro caratteristiche, comprendere le prospettive dei programmi di breeding e, perché no, individuare insieme i migliori sbocchi di mercato che la coltivazione e la proposta delle nuove varietà possono offrire”.

Se la Sicilia offre il terreno di confronto, la Puglia porta in dote l’esperienza di una tradizione produttiva consolidata e orientata all’export. Per Giacomo Suglia, presidente di APEO – Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli, la chiave del successo resta nella capacità di dialogo. “APEO raggruppa un gran numero di operatori pugliesi, quasi tutti fornitori di uva per la grande distribuzione italiana, europea e oltremare – racconta – partecipare a momenti di confronto come quello rappresentato dalla Table Grape Conference è fondamentale per arricchirci e dare il nostro contributo. Soprattutto in vista di una fiera come LUV, della quale siamo parte integrante anche per l’edizione 2026”.

In questo senso, l’evento non è un punto di arrivo, ma di partenza. Un’occasione per allineare le visioni, costruire un linguaggio comune e trasformare la competizione in collaborazione: dalla Puglia alla Sicilia, lungo un ponte ideale che unisce i due principali poli produttivi dell’uva da tavola italiana.

table grape conference luv

…e Sicilia

Dalla parte opposta dello Stretto, l’Associazione Siciliana Uva da Tavola, guidata da Vincenzo Di Piazza, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, riconoscendole un valore strategico. “Sin da quando era solo un’idea, la Table Grape Conference ha trovato il pieno sostegno e supporto da parte della nostra associazione. Vogliamo essere parte attiva nella promozione dell’evento e nel coinvolgimento degli addetti ai lavori, oltre che dei nostri associati. E, anzi, come associazione riteniamo fondamentale il riconoscimento rispetto a LUV per questo passaggio in Sicilia, proprio a conferma della collaborazione che c’è stata, che c’è e che ci auguriamo possa continuare a esserci”.

Un ponte, quello tra Puglia e Sicilia, che oggi rappresenta l’asse portante dell’uva da tavola italiana: due territori che non competono, ma si completano, offrendo al Paese una leadership che va difesa e rinnovata attraverso la cooperazione e l’innovazione. E in questo, la Table Grape Conference si conferma quale spazio di intelligenza collettiva dove tecnica, impresa e ricerca trovano un linguaggio comune. Perché il futuro dell’uva da tavola non si gioca solo tra i filari o nei mercati internazionali, ma nella capacità di costruire una visione unitaria. Una visione che LUV Fiera 2026 è pronta ad accogliere e amplificare, trasformando il dialogo di oggi nella rotta condivisa di domani.

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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