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La campagna italiana dell’uva da tavola sta progressivamente superando la fase delle primizie. Con l’avanzare delle raccolte siciliane e l’arrivo di maggiori quantitativi sui mercati, le quotazioni delle varietà precoci hanno iniziato a ridimensionarsi rispetto ai valori particolarmente elevati registrati durante i primi stacchi.
Si tratta di un andamento in parte fisiologico: le primizie beneficiano generalmente di una disponibilità limitata e di una maggiore tensione commerciale, destinata ad attenuarsi con l’incremento dell’offerta. I dati più recenti mostrano però una differenza significativa tra i diversi segmenti varietali presenti sul mercato. Vittoria e Black Magic arretrano, mentre le uve senza semi sembrano difendere meglio il proprio posizionamento.
Vittoria e Black Magic arretrano sul mercato di Milano
Stando a quanto riportato dall’Osservatorio prezzi di Sogemi per la 26^ settimana del 2026, sul Mercato Alimentare Milano il prezzo medio prevalente dell’uva Vittoria si è attestato a 3,75 euro al kg, registrando una diminuzione del 6,2% rispetto alla settimana precedente.
Nello stesso periodo, la Black Magic è stata quotata mediamente 2,75 euro al kg, con una flessione settimanale dell’8,3%. Il valore risulta inoltre inferiore del 20,3% rispetto alla stessa settimana del 2025.
È la stessa Sogemi a ricondurre il ridimensionamento dei prezzi all’aumento degli approvvigionamenti. Dopo le quotazioni elevate ottenute dalle primissime uve italiane, l’ingresso di quantità più consistenti sta dunque riportando il mercato su livelli meno sostenuti. Bisogna però considerare che questo dato riguarda il mercato milanese e non può essere automaticamente esteso all’intero territorio nazionale.
Le seedless mostrano una maggiore tenuta
Nella stessa rilevazione, l’uva bianca senza semi ha raggiunto un prezzo medio prevalente di 4,80 euro al kg, in crescita del 4,3% su base settimanale. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il valore risulta però inferiore del 12,7%.
Una singola variazione settimanale non è sufficiente per individuare una tendenza strutturale. Il confronto segnala tuttavia una dinamica differente: mentre le cultivar Vittoria e Black Magic risentono dell’incremento delle disponibilità, il segmento seedless mantiene quotazioni più elevate e, almeno nell’ultima settimana osservata, non segue lo stesso andamento ribassista.
La differenza può dipendere dalle quantità presenti sul mercato, ma restituisce anche l’immagine di un comparto sempre meno uniforme. Varietà, caratteristiche organolettiche, presentazione, shelf-life e continuità delle forniture incidono in maniera crescente sulla capacità del prodotto di conservare valore.
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Vittoria, calo superiore al 30% all’origine
Un segnale ancora più netto arriva dalle quotazioni all’origine rilevate da ISMEA Mercati sulla piazza di Catania.
Secondo i dati aggiornati al 25 giugno, sulla piazza di Catania l’uva Vittoria destinata al mercato standard, con prezzo riferito al prodotto ritirato direttamente presso l’azienda agricola, è stata quotata 1,30 euro al kg, in calo del 31,6% rispetto alla settimana precedente.
Il valore non può essere confrontato direttamente con quello rilevato da Sogemi sul mercato all’ingrosso. Tra le due fasi intervengono infatti operazioni di raccolta, selezione, confezionamento, trasporto e commercializzazione. Inoltre, il dato ISMEA riguarda una categoria precisa, una sola varietà e la piazza di Catania.
La dimensione della flessione resta però significativa. Quando l’offerta cresce rapidamente, è soprattutto il prodotto meno differenziato a subire le oscillazioni più marcate. La precocità può rappresentare un vantaggio durante i primi stacchi, ma non è sufficiente da sola a proteggere il prezzo quando aumentano le quantità disponibili.
Ai nostri microfoni, il richiamo alla qualità
La distanza tra le diverse categorie commerciali era emersa anche dalle testimonianze raccolte direttamente nei vigneti siciliani.
Intervenuto ai microfoni di Uva da Tavola nelle scorse settimane, Massimo Buonvicino, produttore di Acate, aveva indicato per le migliori partite di Vittoria quotazioni orientativamente comprese tra 2,20 e 2,30 euro al kg. Allo stesso tempo, aveva evidenziato come il mercato riconoscesse valore soltanto al prodotto capace di rispondere a standard qualitativi elevati.
“L’uva di qualità medio-bassa non funziona più”, aveva sottolineato il produttore, descrivendo una stagione favorevole sotto il profilo climatico e fitosanitario, ma caratterizzata da una crescente selezione commerciale.
Le quotazioni riferite alle migliori partite di Vittoria non possono essere confrontate direttamente con il dato ISMEA, che riguarda invece il prodotto standard rilevato sulla piazza di Catania. Il confronto tra i due valori evidenzia però un aspetto preciso: il calo dei prezzi non interessa tutta l’offerta nello stesso modo. Le uve capaci di distinguersi per qualità continuano a ottenere quotazioni più elevate, mentre il prodotto meno qualificato risente maggiormente dell’aumento delle disponibilità.
Un primo segnale, non un verdetto sulla campagna
È ancora presto per tracciare un bilancio complessivo della campagna italiana. In Sicilia le raccolte sono già entrate nel vivo, mentre nel Sud-Est Barese l’avvio della stagione è atteso dopo la metà di luglio.
L’ingresso delle produzioni pugliesi modificherà ulteriormente quantità, assortimento varietale e rapporti commerciali. I dati di fine giugno devono quindi essere considerati una prima fotografia e non una previsione sull’intera stagione.
Il messaggio che emerge è comunque chiaro: con l’aumento dell’offerta, il mercato tende a riequilibrare rapidamente le quotazioni, ma non reagisce allo stesso modo davanti a tutti i prodotti. La capacità di difendere il valore dipenderà sempre meno dalla sola precocità e sempre più da qualità, varietà e riconoscibilità della proposta commerciale.
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Donato Liberto
©uvadatavola.com