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Da alcuni anni, un gruppo di fitofagi sta mettendo seriamente a rischio la “salute” dei vigneti: le cocciniglie. All’interno di questo complesso, Planococcus ficus, la cocciniglia farinosa, rappresenta oggi una delle avversità più pericolose e diffuse, risultando la specie maggiormente temuta, in particolare nei vigneti di uva da tavola.
Planococcus ficus: danni e diffusione nei vigneti
I danni causati da P. ficus sono prevalentemente di natura qualitativa e commerciale. L’insetto produce abbondanti quantità di cera e melata, che imbrattano i grappoli fino a renderli non idonei alla commercializzazione. A questi si sommano danni indiretti, come la scarsa lignificazione dei tralci colpiti e lo sviluppo di fumaggini. Va inoltre ricordato che P. ficus è in grado di trasmettere importanti virosi, con conseguenze che, nei casi più gravi, possono arrivare fino all’estirpazione della pianta.
La crescente diffusione della cocciniglia farinosa è il risultato di una combinazione di fattori ambientali e colturali che ne favoriscono la moltiplicazione. Elevata piovosità, eccessi di concimazione azotata, forme di allevamento e cloni di vite particolarmente vigorosi contribuiscono a creare condizioni di scarso arieggiamento e ridotta luminosità all’interno della chioma.
Anagyrus vladimiri, nemico naturale della cocciniglia
Per affrontare in modo efficace e sostenibile la cocciniglia farinosa della vite, CBC BIOGARD®, divisione di CBC Europe srl, mette a disposizione dei viticoltori il prodotto ANAGYRUS, parassitoide Anagyrus vladimiri, nemico naturale specifico di Planococcus ficus.
Anagyrus vladimiri è una specie comune nel bacino del Mediterraneo ed è attiva dalla primavera all’autunno, periodo durante il quale compie più generazioni, con cicli di circa 3-4 settimane.
Dal punto di vista biologico, A. vladimiri è un parassitoide solitario obbligato. Ciò significa che una sola larva si sviluppa all’interno della cocciniglia cotonosa, causandone la morte, e che la specie è totalmente dipendente dall’ospite per sopravvivere e riprodursi.
P. ficus sverna prevalentemente come femmina fecondata. Il volo dei maschi adulti inizia mediamente dalla metà di aprile, un’informazione di grande rilevanza operativa perché rappresenta un riferimento chiave per l’impostazione di strategie di difesa razionali. Al termine dell’inverno compaiono le neanidi della prima generazione e, dalla primavera all’inizio dell’autunno, l’insetto compie generalmente tre o quattro generazioni successive, fino alla formazione delle nuove forme svernanti.
Introduzione in campo e integrazione nella difesa
L’introduzione di Anagyrus vladimiri trova la sua principale applicazione a seguito dei trattamenti contro il tripide estivo, integrandosi efficacemente nelle strategie di difesa già adottate in azienda.
In particolare, l’introduzione in campo nel mese di agosto consente al parassitoide di insediarsi in una fase in cui la maggior parte dei trattamenti insetticidi è ormai conclusa. Questo contribuisce a creare le basi per una più efficace azione di controllo nell’annata successiva favorendo una maggiore capacità di parassitizzazione.
Il lancio allo stadio di adulto, esclusiva a livello italiano, apporta il grande vantaggio della prontezza di azione e della minor dipendenza dalle condizioni atmosferiche, che ne rendono più efficace l’attività rispetto ai lanci allo stato di mummia; è tuttavia importante considerare che questa rapidità d’azione consente una migliore integrazione nelle strategie di difesa, anche in presenza di una gestione insetticida, purché venga rispettato un adeguato intervallo tra i trattamenti.
Considerando il tasso medio di parassitizzazione, A. vladimiri su P. ficus ha mostrato un valore del 65% nei test no-choice, con un tasso di emergenza pari all’80%.
Oltre alla vite, Anagyrus vladimiri risulta potenzialmente applicabile anche su agrumi e piante ornamentali, colture sulle quali sono frequentemente presenti P. ficus e P. citri. Ha inoltre dimostrato efficacia anche nei confronti di Pseudococcus comstocki, specie in crescita negli areali italiani, con un tasso medio di parassitizzazione del 55% nei test no-choice e un tasso di emergenza dell’80% dagli individui di P. comstocki.
In presenza di focolai in campo, A. vladimiri può essere integrato con il predatore Cryptolaemus montrouzieri, coleottero in grado di esercitare un’efficace azione di controllo sulle cocciniglie cotonose sia allo stadio adulto sia a quello larvale.
Come sempre, da BIOGARD®, soluzioni di controllo efficaci, economicamente vantaggiose e caratterizzate da una sostenibilità ambientale di rilievo.
Comunicato stampa a cura di: Biogard
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