Film plastici e gestione della maturazione

Condotto dal CREA un progetto che ha portato, attraverso test effettuati su nuovi film plastici, alla formulazione di nuove proposte sulla gestione agricola del vigneto da tavola con particolare attenzione alle modalità di gestione dei processi di maturazione dell’uva.

da Federica Del Vecchio
film plastici

Affrontare le conseguenze sempre più impattanti del cambiamento climatico per garantire una produzione di uva da tavola di qualità: questo l’obiettivo di un progetto di ricerca condotto dal CREA – Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia di Turi (Bari). La sperimentazione ha portato, attraverso la caratterizzazione di nuovi film plastici, all’ individuazione di tipologie in grado di consentire una adeguata velocizzazione dei processi di maturazione per approntare uve strutturate ed in grado di affrontare la successiva fase di conservazione.

Il progetto è il risultato di una collaborazione tra il CREA, che ha condotto la fase sperimentale appena conclusa, la società Retilplast, specializzata nella produzione di reti e film plastici, e l’Azienda Agricola Ermes, attiva nella coltivazione ed esportazione di uva da tavola che ha messo a disposizione le superfici vitate e le strutture necessarie. A spiegare i dettagli della ricerca è Antonio Coletta, ricercatore del CREA e coordinatore del progetto.

film plastici

Film plastici innovativi per controllare la maturazione: come nasce l’idea?

L’obiettivo della ricerca era fornire una risposta concreta alle sempre più imprevedibili variazioni climatiche, che possono mettere a rischio la produzione di uva da tavola che, seppur protette con film plastici, sono ancora in campo durante tutta la fase autunnale. Si pensi per esempio a quanto accaduto nell’ottobre dello scorso anno (2024), quando improvvisamente le centraline di monitoraggio del CREA, intorno alla metà del mese, hanno registrato livelli di umidità relativa che hanno raggiunto e superato l’80% per diversi giorni consecutivi aumentando il rischio di intaccare l’ integrità delle uve ancora in campo.
Lo studio è stato quindi condotto sulla varietà Autumncrisp® in un vigneto sito nel comune di Noicattaro (BA), messo a disposizione dall’ Azienda Agricola Ermes. Nello specifico sono stati testati sei differenti tipologie di film plastico, in funzione della migliore efficienza di trasformazione dell’energia luminosa in energia chimica. Oltre alla caratterizzazione spettro radiometrica dei film plastici son state condotte le analisi di routine che hanno permesso di quantificare gli zuccheri raggiunti, la quantità di uva prodotta ed i parametri reologici. Tutte le variabili si sono diversificate in funzione dei film utilizzati. Di questi, alcuni hanno fatto registrare aumenti fuori range di temperatura e di conseguenza un ritardo nella maturazione; altri, hanno indotto una maturazione più precoce, permettendo una raccolta anticipata e una conservazione ottimale in cella frigo. Raccolta ed avviata alla frigoconservazione, le uve delle tesi migliori hanno sostenuto in maniera molto soddisfacente, per oltre tre mesi, tale periodo senza compromettere qualità e caratteristiche organolettiche.

film plastici

Conclusione dei processi di maturazione del rachide indice di maggiore strutturazione per frigo conservazione.

Quali sono i vantaggi riscontrati e i dati più significativi?

La sperimentazione ha superato le aspettative: i vantaggi registrati sono stati infatti molteplici. Primo fra tutti, l’anticipo della fase di maturazione che ha permesso di evitare per esempio il picco di massima umidità che si è presentato in pieno campo a metà ottobre. A tal riguardo, infatti il dato particolarmente significativo è stato quello di aver registrato nel caso di un film plastico già il 4 ottobre un valore di zuccheri pari 17 °Brix raggiunto il quale è stato possibile togliere le uve dal campo e avviarle alla frigoconservazione.

E’ stato, infine, condotto un approccio innovativo sul monitoraggio dei processi fisiologici e di maturazione utilizzando la tecnologia satellitare per la raccolta e l’elaborazione dei dati. Nonostante il vigneto fosse collocato al di sotto del film plastico, abbiamo individuato un sistema di rilevazione dei dati satellitari che ci ha permesso di cogliere le differenze fisiologiche indotte dai film testati evidenziando così, anche da satellite, le differenze tra i campioni testati. Dal matching dei dati satellitari con i dati di campo abbiamo elaborato, infatti, un sistema che può essere predittivo da remoto della situazione fisiologica del vigneto durante tutto il processo produttivo e quindi potenzialmente utilizzabile anche per vigneti collocati in qualsiasi zona di coltivazione raggiungibile da satellite.

Conclusa la fase sperimentale, quale sarà ora il prossimo passo?

Di certo proseguiremo la ricerca sempre sulla varietà Autumncrisp® ed altre per valutarne il comportamento in annate e condizioni climatiche differenti. I risultati ottenuti finora sono promettenti rimanendo sempre fondamentale effettuare ulteriori approfondimenti per affinare le strategie ed offrire agli agricoltori strumenti concreti per affrontare le sfide del comparto.

 

Federica Del Vecchio
©uvadatavola.com

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