Fare squadra per conquistare nuovi mercati

da Redazione uvadatavola.com

Avete già sfogliato il nuovo numero di “Uva da Tavola-Magazine”? Ecco gli argomenti di cui ci siamo occupati.

Abbiamo scelto di aprire questo terzo numero del 2019 con un articolo tecnico scritto dall’agronomo cileno Gonzalo Allendes Lagos, direttore tecnico di AGQ Labs, nel quale è spiegato come la corretta gestione dell‘irrigazione e della nutrizione rappresentano le chiavi di volta per raggiungere i risultati migliori. La forte concorrenza dei Paesi produttori e le più elevate esigenze dei consumatori obbligano infatti i viticoltori a fare il massimo per ottenere un prodotto non solo buono ed esteticamente attrattivo, ma anche e soprattutto sano. Capace cioè di affrontare lunghe distanze per giungere anche sui mercati più lontani.

Purtroppo non basta avere dell’ottima frutta, serve anche fare squadra, comunicare il prodotto in modo chiaro, gestire i rapporti con istituzioni locali ed estere, allearsi: perché in tanti si è più forti.

Per questo abbiamo intervistato Kathleen Nave, da 20 anni presidente della California Table Grapes Commission, l’associazione formata da tutti i produttori e gli esportatori di uva da tavola operanti in California. L’associazione nata nel 1968, grazie a campagne di comunicazione e marketing, alla ricerca e sviluppo di nuove varietà e alla cura dei rapporti con le istituzioni, è riuscita a stimolare i consumi di uva in USA e a conquistare sempre più mercati esteri.

Dopo aver guardato dall’altro lato dell’Atlantico ritorniamo in patria con l’intervista a Giacomo Suglia, presidente dell’Associazione Produttori ed Esportatori Ortofrutticoli (APEO) di Puglia e Basilicata. Suglia ci offre una visione diversa della situazione, sottolineando che l’individualismo che contraddistingue i produttori di uva da tavola italiani stimola i viticoltori sia per quanto riguarda la qualità che la competitività.

Infine abbiamo chiesto a Claudio Scalise, di SG Marketing, quali sono i passi da compiere per permettere al prodotto italiano di aumentare il valore e i volumi destinati all’estero. Le sue proposte? Tra le altre cose caratterizzare, differenziare, raccontare il prodotto ed aumentare sempre di più il servizio offrendo uva già porzionata e pronta per essere consumata come snack.

 

Autore: La Redazione

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