Indice
- L’agricoltura svolge un duplice ruolo nei confronti dei fenomeni climatici legati ai cambiamenti in corso: da una parte contribuisce all’emissione di gas clima-alteranti, ma dall’altra è vittima delle conseguenze delle mutate condizioni ambientali.
- La filiera
- L’agricoltura è da sempre dipendente dal clima e gli scenari previsti dai modelli sono quanto mai complessi.
- La successione delle fasi fenologiche delle piante risente direttamente della temperatura e ciò implica una vera rivoluzione, dall’impianto all’epoca di raccolta.
- Un master
- La formula
L’agricoltura svolge un duplice ruolo nei confronti dei fenomeni climatici legati ai cambiamenti in corso: da una parte contribuisce all’emissione di gas clima-alteranti, ma dall’altra è vittima delle conseguenze delle mutate condizioni ambientali.
La filiera
Prima di raggiungere le nostre tavole il cibo deve essere prodotto, raccolto, conservato, lavorato, imballato, trasportato, distribuito, preparato e servito. Ad ogni passaggio si assiste alla liberazione in atmosfera di importanti “gas serra”, per lo più rappresentati da CO2, ma anche metano e ossido nitroso. Si reputa che in Europa il contributo dell’agricoltura alle emissioni globali di tali sostanze sia stimabile intorno al 10%.
Se si considera la crescente domanda di cibo che siamo chiamati a soddisfare, in relazione non solo all’aumento di popolazione ma anche alle variate abitudini alimentari, ben si comprende la necessità di razionalizzare tutte le attività connesse alla filiera, al fine di ridurre i consumi energetici, ma allo stesso tempo incrementando le rese unitarie. Precision farming e tutte le buone pratiche previste dalle prospettive di Agricoltura 4.0 rappresentano le risposte in termini di efficienze energetica e riduzione degli sprechi, riducendo così l’impronta ecologica delle produzioni agroalimentari.
L’agricoltura è da sempre dipendente dal clima e gli scenari previsti dai modelli sono quanto mai complessi.
Nessun dubbio che importanti – e talvolta contrastanti – fenomeni siano in corso o comunque attesi. I maggiori impatti sono legati all’incremento delle temperature e alla modificazione dei regimi delle precipitazioni. Ogni specie presenta ben definiti valori ottimali per lo sviluppo e la riproduzione, e assisteremo a variazioni negli areali di distribuzione di tutti gli organismi, vegetali, ma anche animali e microbici. Ciò comporterà la necessità di rivisitare tutte le pratiche, dalla scelta cultivarietale alle operazioni colturali. Le relazioni tra specie potranno subire significative variazioni e sfalsamenti, ad esempio nel caso dei pronubi e degli organismi nocivi (insetti, funghi, malerbe, ecc.).
La successione delle fasi fenologiche delle piante risente direttamente della temperatura e ciò implica una vera rivoluzione, dall’impianto all’epoca di raccolta.
La genetica e le tecnologie sono chiamate a mettere a disposizione materiale resiliente allo stress idrico (che si presenta sotto due forme, la siccità estiva e il rischio di sommersione invernale) e maggiormente resistente nei confronti degli agenti patogeni.
Un master
Il mondo della didattica universitaria è chiamato a elaborare nuovi percorsi allo scopo di formare figure professionali che siano in grado di comprendere il significato strategico di queste nuove realtà, ovviamente nell’ottica degli obiettivi dell’Agenda 2030. Sono aperte- sino al 15 dicembre 2021 – le iscrizioni alla prima edizione del Master telematico di II livello in Sviluppo sostenibile e cambiamento climatico organizzato dall’Università di Pisa, sede della più antica Scuola di Agraria del mondo (sono in programma le celebrazioni del 180° anno dalla fondazione).
Si tratta di un corso interdisciplinare annuale (60 CFU) fortemente innovativo, aperto ai laureati magistrali in qualunque settore desiderosi di approfondire le loro conoscenze e competenze. L’attenzione sarà sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
La formula
La formula “week-end”, con lezioni a distanza concentrate al venerdì e sabato, favorisce la partecipazione di figure già inserite nel mondo del lavoro ma desiderose di acquisire e aggiornare una panoramica completa degli argomenti inerenti la gestione sostenibile delle risorse da un punto di vista ambientale, economico, sociale ed energetico e intendono appropriarsi di nuovi strumenti e competenze per migliorare il proprio profilo senza interrompere l’attività.
Contestualmente la proposta è certamente di interesse anche per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Il progetto si caratterizza per la presenza di un ricco partenariato con decine di soggetti pubblici e privati, anche di respiro internazionale. Essi contribuiranno alla “docenza laica”, con testimonianze aziendali, istituzionali e professionali e, al termine, saranno disponibili a ospitare gli allievi per lo stage esterno, per mettere in stretta connessione teoria e pratica (“sapere-e-saper-fare”).
Per maggiori info sul corso: clicca qui, oppure scrivici a mastersscc@agr.unipi.it