Stagione dell’uva: ottimismo nella BAT

Sebbene per le prime stime sia ancora presto, nei vigneti della BAT le speranze per una buona campagna viticola non mancano. A offrirci un quadro dal campo, Giovanni Patruno, responsabile dell’azienda Mastrapasqua Puglia Fresh di Trani

da Ilaria De Marinis
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Nonostante il calendario dica ancora primavera, tra i filari del sud Italia la stagione dell’uva da tavola è in fermento. In particolare nella zona della BAT, dove – fra trattamenti in corso e prime stime all’orizzonte – le mani sono già all’opera: si procede con la sfemminellatura e il diradamento dei grappoli, preparando i vigneti alla campagna ormai prossima. 

A offrire una fotografia dal campo, Giovanni Patruno, responsabile dell’azienda Mastrapasqua Puglia Fresh di Trani (BT), che anticipa: “Siamo partiti bene quest’anno: il clima ci ha dato una mano e anche i parassiti, per ora, sono rimasti alla larga”. Una sintesi non da poco, specialmente per un comparto che vive di variabili spesso ingestibili.

Fra Trani e Bisceglie, l’azienda coltiva soprattutto varietà di uva senza semi e precoci. Il ventaglio varietale comprende infatti Arra 30, Arra 34, Arra 19, Italia e Vittoria. A dare il via alla stagione sarà proprio l’Arra 30 che potrebbe essere pronta per il taglio intorno al 15 luglio. “L’anno scorso siamo partiti più tardi – spiega Patruno – ma quest’anno, se le condizioni climatiche non cambiano, anticiperemo la raccolta”. E anticipare vuol dire avere una chance in più sui mercati nazionali e internazionali.

Stagione dell’uva: la qualità sopra tutto

“Quest’anno ci aspettiamo qualità elevata – afferma soddisfatto – i grappoli si prospettano compatti, pieni e dalle elevate proprietà organolettiche”. In pratica, un’uva buona da mangiare. A giovare anche l’assenza di minacce fitosanitarie: “Al momento stiamo procedendo con trattamenti preventivi – precisa Patruno – ma fortunatamente non registriamo né peronospora né oidio. E anche il tripide, seppur presente, si è mantenuto calmo”.

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Previsioni ancora da confermare

Per ora, il 2025 si preannuncia in linea con la stagione passata. “L’anno scorso la media dei prezzi in campo era di 1 euro, 1 euro e 20 al chilo. Nei mercati si è arrivati a 3, 3,50. Quest’anno, se la qualità resta alta, potremmo replicare quei numeri o addirittura superarli”. Ma, come spesso accade in agricoltura, la prudenza è d’obbligo: “È sempre un gioco d’azzardo – commenta Patruno ironico – e per quanto ormai vicini all’avvio ufficiale della stagione dell’uva, tutto può sempre cambiare”.

Stagione dell’uva: promette bene, ma piedi ancorati per terra

Per tirare le somme, però, è ancora troppo presto. Nei vigneti della BAT – tra Trani, Bisceglie e l’entroterra – l’ottimismo c’è, ma è sempre accompagnato da quella cautela che chi lavora la terra conosce bene. Le condizioni climatiche favorevoli, l’assenza di malattie e la buona qualità dei grappoli fanno ben sperare. Ma la stagione dell’uva 2025 si misurerà davvero solo nei prossimi mesi, tra rese effettive, quotazioni di mercato e tenuta della produzione dentro e fuori dal campo. Per ora, nei filari, si lavora con il sorriso. E questo, almeno all’inizio, è già un ottimo segno.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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