Uva pugliese, il mercato non parte e sale la tensione

Al 30 luglio la domanda resta debole, le trattative stentano a partire e il clima mette a dura prova i grappoli. Per i produttori la stagione 2026 si preannuncia difficile

da Ilaria De Marinis
uva pugliese

Il calendario segna il 30 luglio, ma la campagna dell’uva pugliese non riesce ancora a prendere velocità. Il prodotto è disponibile, le richieste molto meno. Gli ordini restano limitati, i consumi non decollano e il mercato appare sostanzialmente fermo proprio mentre la raccolta comincia a interessare volumi sempre più importanti.

Tra produttori e operatori commerciali cresce così un clima di sfiducia. Le trattative procedono lentamente, le decisioni vengono rinviate e manca quella continuità negli acquisti necessaria a dare una direzione alla campagna. Già durante le prime raccolte, avviate a fine giugno, alcuni operatori avevano segnalato una richiesta lenta sui principali mercati di destinazione. A distanza di oltre un mese, il cambio di passo atteso non sembra ancora arrivato.

Trattative assenti e consumi che non sostengono l’offerta

La difficoltà principale riguarda la capacità del mercato di assorbire il prodotto disponibile. Le temperature elevate hanno accelerato la maturazione e aumentato le quantità pronte per essere raccolte, mentre i consumi estivi rimangono contratti. Una combinazione che spinge le imprese a vendere rapidamente, nel tentativo di evitare perdite qualitative e accumuli nei magazzini.

In Puglia, secondo le prime indicazioni raccolte tra gli operatori, in alcuni casi il prodotto sulla pianta viene trattato intorno all’euro, euro e cinquanta al chilo. A preoccupare è soprattutto ciò che potrebbe accadere con l’aumento dei volumi. Se gli ordini non ripartiranno, il timore è che una parte crescente dell’uva possa essere destinata ai magazzini con quotazioni vicine a 70 centesimi al chilo.

Uno scenario che comprimerebbe ulteriormente la redditività delle aziende, già chiamate a sostenere costi elevati per manodopera, coperture, irrigazione, difesa, selezione e gestione delle nuove varietà.

uva pugliese nera

Caldo e umidità non aiutano

A complicare ulteriormente il quadro sono le ondate di calore che hanno interessato la Puglia nel corso di luglio. Nei vigneti, soprattutto sotto copertura e negli impianti meno ventilati, alle temperature elevate si associa nelle prime ore del giorno un forte accumulo di umidità, che può favorire condensa, microfessurazioni e marciumi sugli acini. Nelle ore centrali aumentano invece i rischi di scottature e disidratazione. Condizioni che, mentre gli ordini restano deboli, rendono sempre più difficile rinviare la raccolta senza compromettere qualità e valore commerciale del prodotto. 

Agosto sarà decisivo

Nelle prossime settimane l’aumento dei volumi disponibili coinciderà con una crescente urgenza di raccolta e con condizioni climatiche che lasciano sempre meno margini ai produttori. Se consumi e ordini non mostreranno segnali di ripresa, il mercato rischia di concentrarsi sempre più sul prezzo, innescando la corsa al ribasso che il comparto teme.

La campagna dell’uva pugliese è appena entrata nel vivo, ma la tensione è già evidente. Nei vigneti il prodotto c’è; ciò che manca è una domanda in grado di assorbirlo con continuità. E mentre caldo e umidità accelerano il deterioramento dei grappoli, il tempo per attendere una reazione del mercato si riduce rapidamente.

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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