Recenti studi, effettuati da ricercatori indiani su Flame seedless, varietà che mal si adatta a lunghi periodi di conservazione, hanno mostrato che l’uso di poliammine, in particolare putrescina e spermidina, potrebbe aumentare la shelf-life dell’uva da tavola. La sperimentazione è stata condotta immergendo i grappoli in soluzioni a diverse concentrazioni (0, 0.5, 1.0, 1.5 mM) di putrescina e spermidina e conservando, in seguito, l’uva a temperatura di 3-4° C con 90-95% di umidità relativa. I principali parametri fisico-chimici analizzati per valutare la qualità finale del prodotto sono stati misurati prima e dopo il trattamento a 30, 45, 60 e 75 giorni di coservazione.
I risultati migliori sono stati ottenuti a concentrazioni di 0.5 e 1.0 mM sui campioni immersi per 5 minuti nella soluzione contenente poliammine. Le bacche hanno mostrato una maggiore compattezza (dovuta all’assenza di pectina metilesterasi), un colore più stabile nel tempo, un ritardo nella degradazione dei solidi solubili totali e dell’acidità titolabile ed un alto contenuto di fenoli totali.
Concentrazioni superiori hanno mostrato effetti negativi, in quanto le poliammine sono sostanze ormonali associate, in genere, a meccanismi di morte e decomposizione della materia vivente. Studi di questo tipo aprono la strada all’introduzione di nuove molecole ormonali attive a bassissime concentrazioni, dove errori di dosaggio potrebbero però avere effetti contrari a quelli desiderati.
Autore: la Redazione
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