Indice
- L’Associazione Italiana Protezione delle Piante, anche quest’anno ha promosso un momento di riflessione per tracciare il bilancio fitosanitario della vite da tavola.
- Panoramica della coltura in Basilicata
- Varietà
- Clima
- Umidità e marciumi
- Colorazione: performances e richieste del mercato
- Le conclusioni di Francesco Faretra
L’Associazione Italiana Protezione delle Piante, anche quest’anno ha promosso un momento di riflessione per tracciare il bilancio fitosanitario della vite da tavola.
Per descrivere la stagione della Regione Basilicata e più precisamente per tutto l’arco jonico (tarantino compreso), ha preso la parola il dottor Felice Vizzielli, referente per il Servizio di Difesa Integrata dell’ALSIA Regione Basilicata; riportiamo di seguito il suo intervento.
Panoramica della coltura in Basilicata
In Basilicata l’uva da tavola è coltivata per lo più in provincia di Matera, nella fascia metapontina. Si tratta di un areale che oggi conta (stando ai dati ISTAT) 470 ettari vitati. Risulta evidente come, dal 2008 ad oggi, si è registrato un calo del 50% delle superfici investite dalla coltura. Il trend negativo rispecchia gli investimenti delle aziende agricole che cercano oggi colture più redditizie.
Varietà
Tra le varietà classiche – in Basilicata – sono coltivate le cv: Vittoria, Italia e Red Globe. Inoltre ritroviamo anche varietà apirene come: Superior Seedless® Sugraone, Crimson, Thompson e altre uve gestite in modalità club. Quasi tutti i nuovi impianti del metapontino ospitano cultivar apirene. Il 70% delle uve lucane sono tardive e il 90% dei vigneti sono protetti da teli. L’uva bio rappresenta il 30% dell’intera produzione, ma la tendenza è in crescita.
Clima
Da uno studio effettuato aggregando dati dal 1951 al 2010 è emerso il seguente quadro meteorologico per la Basilicata:
- generale diminuzione delle piogge annuali;
- aumento delle piogge torrenziali;
- diminuzione delle piogge moderate e abbondanti;
- aumento della temperature ( dal 1971);
- aumento dei giorni freschi in estate;
- aumento di aridità, erosione, frane e allagamenti.
L’uva da tavola nell’arco jonico è una coltura condotta per lo più sotto telo. Nonostante ciò, durante gli ultimi anni, diversi eventi atmosferici avversi (come vento forte, neve e grandinate ecc.) hanno danneggiato impianti e prodotto. Pertanto, se si vorrà continuare a produrre si dovrà ripensare anche alle strutture.
Rapportando la temperatura media mensile a quella registrata nel Metapontino, si nota come quest’ultima sia stata più alta – per l’anno 2021 – nei mesi di luglio, agosto e novembre. Al contrario, invece – nella zona interessata -, la temperatura risulta più bassa della media nei mesi di marzo e aprile. Proprio l’epoca in cui quest’anno una gelata ha interessato il territorio.

Felice Vizzielli – ALSIA Basilicata
Umidità e marciumi
L’umidità relativa media degli anni 2020 e 2021 è stata di base molto elevata. In generale spicca il livello di umidità registrato a novembre 2021, fattore che ha decretato l’insorgere dei marciumi sulle uve. Confrontando le temperature medie 2020 e 2021 è opportuno soffermarsi sull’escursione termica.
Colorazione: performances e richieste del mercato
Uno dei problemi riscontrati durante questa annata è stata infatti la difficoltà di colorazione delle uve a bacca rossa.
Il mercato preferisce un’uva sempre più scura. Questo ha spinto qualche produttore a richiedere delle performance di colorazione talvolta anche al di là delle caratteristiche varietali. Per esempio la Crimson di base possiede una colorazione violacea, invece in campo alle volte si lavora per ottenere una bacca con il colore più scuro possibile.
Quest’anno si è visto che il viraggio è stato minimo, pertanto le raccolte sono state protratte nel tempo. La cv Crimson può essere raccolta già a settembre, ma quest’anno si è preferito attendere, perché mancava la colorazione. Ma l’attesa non è stata una buona scelta perché con l’arrivo delle piogge, l’innalzamento dell’umidità e l’abbassamento delle temperature sono cominciati i marciumi.
Le conclusioni di Francesco Faretra
Il prof. Francesco Faretra commenta: “Il 2021 si è contraddistinto per l’assenza sostanziale di peronospora – a parte qualche avvisaglia – . Nonostante ci siano state condizioni ambientali favorevoli predisponenti. Ad aver “graziato” produttori e tecnici probabilmente è stato probabilmente l’inverno mite del 2020-2021, che ha compromesso la produzione delle oospore. Ciò significa che tutto sommato in vigna la quantità di inoculo era limitata. L’esplosione del caldo estivo ha poi contribuito ad allontanare completamente il pericolo”.
“Concludo – dice Faretra – soffermandomi sui marciumi del grappolo. Non è certo una novità avere un novembre umido e piovoso che, purtroppo, distrugge il prodotto sulla pianta”.
Continua a seguirci per leggere la seconda parte dell’intervento: una panoramica malattie fungine e insetti.
Autore: Teresa Manuzzi
©uvadatavola.com