Indice
Una delegazione di 20 tecnici specializzati in uva da tavola è sbarcata in questi giorni direttamente tra i filari della Puglia. Arrivano dal Sudafrica, ma con un’agenda che ha poco di esotico: osservare, imparare e – perché no – copiare il meglio della sperimentazione agricola made in Italy. L’iniziativa è firmata Bayer, che ha aperto le porte di alcune aziende agricole del territorio site tra Acquaviva delle Fonti, Rutigliano e Conversano – tutte nel Barese – dove si conducono prove sperimentali su soluzioni ancora inedite per il mercato sudafricano. Non è la prima tappa del tour europeo dei tecnici sudafricani: prima della Puglia, c’è stata la Spagna, con un focus dedicato agli agrumi. Ora, giunti in Italia, la partita si gioca tra i vigneti pugliesi.
- Leggi anche: Uva Italia: declino o baluardo della tradizione?
Vigneti pugliesi come opportunità di condivisione
“Siamo venuti per condividere e non solo per imparare” – racconta Trix Quixley, Technical Manager (Crop Protection) presso Nexus, principale distributore Bayer Sudafrica. “Le nostre varietà sono simili a quelle italiane, ma ci sono anche differenze importanti: in Sudafrica coltiviamo quasi esclusivamente uve apirene, eccetto la Red Globe, mentre qui abbiamo conosciuto l’uva Italia. E poi, da noi è ancora autorizzato l’uso della cianammide, un vantaggio tecnico che in Italia non c’è più”.
Il cuore della visita, però, è soprattutto strategico: capire come le soluzioni adottate in campo dalla filiera dell’uva da tavola pugliese significa anticipare le mosse future del mercato.
Angeline Verster, Bayer Crop Science Africa, Dynamic Shared Ownership (DSO) Coach, lo dice chiaramente: “Essere qui è un’opportunità per i nostri distributori, per i tecnici, per il nostro team. Ci troviamo ad affrontare limiti di residui sempre più stringenti e principi attivi che cambiano. Vedere come la Puglia si sta adattando a queste nuove pratiche è fondamentale per non farci trovare impreparati. Così possiamo tornare in Sudafrica con informazioni da condividere con i nostri agricoltori e anticipare l’arrivo di nuove soluzioni”. È il caso delle soluzioni Bayer: Vynyty Lobesia Pro Press e Flipper, due prodotti che in Italia sono già collaudati, ma in Sudafrica ancora in attesa di registrazione. “Qui sanno già come funzionano e vederlo sul campo, parlare con gli addetti ci permette di lavorare meglio e con meno margini di errore”, spiega Andre v Schalkwyk, Horticulture Go-to-Market Manager South Africa per Bayer. “In pratica, ci stanno regalando la loro curva di apprendimento. È un vantaggio enorme, perché quando arriverà il via libera, saremo già pronti”.

In foto: I tecnici Angeline Verster e Andre v Schalkwyk di bayer in un vigneto a uva da tavola di Acquaviva delle Fonti (BA)
Dalla provincia del Capo Settentrionale ai vigneti pugliesi: un’esperienza di condivisione
Occasione preziosa di condivisione, dove competenze e pratiche si incontrano in un dialogo aperto e costruttivo, fatto di curiosità reciproca e voglia di crescere insieme, il tour promosso da Bayer si è così fatto ponte diretto tra due realtà viticole, che – pur a migliaia di chilometri di distanza – si ritrovano a dover affrontare le stesse sfide: sostenibilità, clima che cambia, innovazione che corre più veloce delle regolamentazioni. A conferma di come chi coltiva la stessa coltura, in fin dei conti, non è poi così distante, neanche da un altro continente.

- Leggi anche: Uva senza semi, un progresso inarrestabile
Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com