Peronospora e oidio: la prevenzione arriva su WhatsApp

A renderlo possibile Vigneto Sicuro, un’app tutta italiana semplice da utilizzare e che permette un risparmio sui trattamenti e un minore impatto ambientale

da Ilaria De Marinis
peronospora oidio vigneto (1)

Semplificare la vita ai viticoltori, tagliare i costi, ridurre l’impatto ambientale e prevenire le malattie prima ancora che si manifestino. Non si tratta di un’ipotesi futuristica, ma di una soluzione reale, già operativa, firmata da Vigneto Sicuro, la prima applicazione che consente di anticipare l’arrivo di patologie come peronospora e oidio senza installare neanche un sensore in campo. Niente centraline, niente cablaggi, solo dati meteorologici avanzati e algoritmi predittivi che traducono la complessità in un semplice messaggio su WhatsApp. Un sistema intelligente, immediato e alla portata di ogni produttore, che consente di risparmiare fino al 30% sui trattamenti fitosanitari e agire in modo puntuale.

Dietro questo progetto, nato tra le colline abruzzesi e oggi adottato in tutta Italia, c’è la visione di Carlo Capretta e dei suoi soci Marco Ferrante e Fabio Di Gaetano. Scopriamone i dettagli.

Un’app che anticipa l’arrivo di peronospora e odio. Ma partiamo dal principio: come nasce Vigneto Sicuro?

L’idea è nata dal mio socio Marco Ferrante nel 2018, ricercatore con esperienza nella tracciabilità alimentare e nella lotta alle frodi. Dopo aver intervistato più di 500 viticoltori italiani, abbiamo capito che il mercato non era pronto per le classiche capannine meteo: costose, difficili da usare e invasive. Così abbiamo sviluppato Vigneto Sicuro, un’app che funziona senza sensori in campo, inviando allerte su WhatsApp tre giorni prima che inizino le condizioni favorevoli allo sviluppo delle principali malattie fungine, in particolare peronospora e oidio. Inizialmente pensata per l’uva da vino poi, grazie alla collaborazione con Assofruit Italia in Basilicata, l’app è stata subito estesa all’uva da tavola.

peronospora vigneto sicuro

Quali risultati avete osservato concretamente sul campo?

I risultati sono stati molto incoraggianti. L’app è stata testata in Basilicata, Puglia e Abruzzo, confrontando i dati virtuali di Vigneto Sicuro con quelli reali delle stazioni meteo installate. L’accuratezza riscontrata sui dati microclimatici è del 98%. In termini pratici, i produttori riescono a risparmiare in media il 30% sui trattamenti fitosanitari, con un forte impatto anche in annate critiche come il 2023, profondamente provato dalle infezioni da peronospora. Ma soprattutto, riescono ad agire in prevenzione, evitando sprechi e riducendo i costi. Inoltre aiutiamo i produttori ad aumentare il proprio utile abbattendo i costi, che spesso incidono pesantemente sulla redditività dei produttori. Questo è il vero valore che vogliamo portare nel comparto.

Qual è stata la risposta del comparto?

Il riscontro è molto positivo, anche perché abbiamo puntato sulla semplicità d’uso. L’app è fruibile da smartphone e le notifiche su WhatsApp permettono agli utenti di restare aggiornati anche senza accedere direttamente alla piattaforma. In un comparto dove molti produttori hanno competenze digitali limitate, questo è stato determinante. Oggi abbiamo superato i 6.000 utenti, con circa 20 nuovi viticoltori al giorno che si iscrivono in app.

Ci sono delle criticità da affrontare o miglioramenti ancora in corso?

La barriera più grande è quella digitale. Molti viticoltori, soprattutto più anziani, non hanno dimestichezza con le app. Per questo stiamo lavorando per spostare sempre più la comunicazione su WhatsApp, dove l’utente può ricevere in modo diretto le indicazioni necessarie, anche senza usare l’app. L’obiettivo futuro è liberare completamente il produttore dall’obbligo di interagire con un portale, mantenendo però la qualità dell’informazione.

Tra tecnologia e innovazione, però, non avete perso di vista la sostenibilità.

Esatto. In fin dei conti, ridurre i trattamenti significa anche meno immissione di metalli pesanti in campo e meno emissioni di CO₂. Abbattere del 30% l’uso di questi prodotti significa quindi ridurre anche l’impatto ambientale. E questo perché per noi la sostenibilità non è uno slogan, ma un principio guida: non esiste un Pianeta B.

Guardando al futuro, quali sviluppi vedete per Vigneto Sicuro?

Il nostro obiettivo è semplificare ulteriormente l’accesso alle informazioni, rendendo l’app ancora più “invisibile” e allo stesso tempo più utile. Continueremo a collaborare con le realtà del territorio, ampliando la nostra rete ed entrando nel mercato francese e spagnolo, dove già abbiamo i primi clienti. Inoltre adatteremo l’app a nuove colture come ad esempio gli ulivi. 

Ma non ci fermiamo qui. Vogliamo contribuire a costruire un’agricoltura più intelligente, sostenibile e redditizia, dove la tecnologia non sostituisce l’esperienza del produttore, ma la potenzia. 

 

Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com

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