Indice
- Stagione uva 2025: come si può descrivere, nel complesso, l’andamento delle varietà tardive?
- Le condizioni climatiche hanno influenzato la gestione colturale e la qualità delle produzioni?
- Qual è il bilancio dell’annata in termini di volumi e qualità del prodotto?
- Sul fronte fitosanitario, quali sono state le principali difficoltà incontrate dai produttori?
- Dal punto di vista commerciale, che tipo di riscontro ha avuto il prodotto sui mercati?
- Guardando alla stagione uva 2025 nel suo insieme, qual è il giudizio conclusivo sulla campagna 2025 delle varietà tardive?
Dopo una partenza incoraggiante con le varietà precoci, la stagione uva 2025 ha mostrato andamenti contrastanti nella fase tardiva. A incidere sono stati soprattutto i fattori climatici: temperature elevate, periodi di siccità e piogge autunnali che hanno messo alla prova la tenuta qualitativa del prodotto. Ne parliamo con Lillo Carmina, agronomo dello studio Agriproject Group, per analizzare da vicino l’andamento colturale, fitosanitario e commerciale della campagna 2025.
Stagione uva 2025: come si può descrivere, nel complesso, l’andamento delle varietà tardive?
La campagna 2025 delle varietà precoci di uva da tavola si è conclusa in modo complessivamente positivo, sostenuta da un buon equilibrio tra domanda e offerta e da una qualità mediamente elevata delle produzioni. Diverso, invece, il quadro per le varietà tardive, per le quali l’andamento può dirsi “nella norma”. Dopo un avvio promettente, la stagione ha mantenuto un andamento stabile sia sotto il profilo qualitativo sia per quanto riguarda i volumi immessi sul mercato. Tuttavia, a partire dalle ultime settimane di raccolta si è osservata una leggera contrazione dei prezzi rispetto al 2024. Nonostante ciò, le quotazioni sono rimaste su livelli considerati accettabili dagli operatori, garantendo nel complesso una discreta valorizzazione del prodotto e una chiusura di campagna sostanzialmente equilibrata.
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Le condizioni climatiche hanno influenzato la gestione colturale e la qualità delle produzioni?
Sì, l’andamento climatico ha avuto un impatto significativo sia sulla gestione colturale, che sulla produzione. Le temperature elevate in alcune fasi della stagione hanno accelerato i processi di maturazione, mentre in alcune aree si sono manifestate alterazioni fisiologiche, come la comparsa di macchie sugli acini, che hanno comportato un parziale decadimento qualitativo. La prolungata siccità in determinati areali ha inoltre causato un precoce invecchiamento dell’uva, con ripercussioni sulla commercializzazione.
Qual è il bilancio dell’annata in termini di volumi e qualità del prodotto?
Dal punto di vista produttivo, l’annata 2025 si è distinta per un incremento dei volumi compreso tra il 20 e il 30% rispetto agli ultimi due anni. La qualità complessiva è risultata buona: le condizioni climatiche nelle fasi di invaiatura e maturazione hanno infatti favorito una colorazione uniforme e un profilo gustativo equilibrato, caratteristiche apprezzate sia dal mercato interno che da quello estero. Tuttavia, nella parte finale della stagione si è registrato un leggero calo in termini di qualità dell’uva, con effetti sul bilancio complessivo della campagna.
Sul fronte fitosanitario, quali sono state le principali difficoltà incontrate dai produttori?
La stagione ha presentato alcune criticità di carattere fitosanitario. Le abbondanti piogge primaverili hanno favorito lo sviluppo della peronospora, richiedendo interventi rapidi e mirati. Nella fase finale, il clima caldo-umido ha favorito la comparsa di oidio sul rachide, mentre le piogge di ottobre hanno determinato episodi di botrite. Nonostante ciò, grazie a strategie di difesa integrata e a un’attenta gestione agronomica, le principali avversità sono state contenute in modo efficace.

Dal punto di vista commerciale, che tipo di riscontro ha avuto il prodotto sui mercati?
Pur non seguendo direttamente la parte commerciale, i feedback ricevuti indicano una buona accoglienza da parte dei mercati nella prima fase della campagna, sostenuta dalla costanza qualitativa del prodotto. I consumi si sono mantenuti in linea con le stagioni precedenti, mentre i prezzi – seppur inferiori rispetto al 2024 – hanno risentito principalmente dell’aumento dell’offerta disponibile. Nella parte finale della campagna si è invece osservato un calo dei consumi, probabilmente dovuto a un progressivo deterioramento della qualità.
Guardando alla stagione uva 2025 nel suo insieme, qual è il giudizio conclusivo sulla campagna 2025 delle varietà tardive?
Nel complesso, la campagna 2025 delle varietà tardive di uva da tavola può essere definita un’annata “a luci e ombre”. I volumi di vendita sono stati buoni e, nonostante una lieve flessione dei prezzi, il mercato ha premiato la qualità del prodotto. Dal punto di vista fitosanitario la stagione è risultata gestibile, pur con alcune difficoltà dovute alla comparsa di fisiopatie (cracking e botrite) legate alle piogge di settembre e ottobre, che hanno causato perdite localizzate.
Il bilancio definitivo dipenderà dagli ultimi mesi della stagione, ma l’auspicio è di chiudere in positivo, confermando la resilienza e la capacità di adattamento del comparto.
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Ilaria De Marinis
©uvadatavola.com