Uva da tavola: online il primo numero 2026

Analisi della stagione, tecnica, irrorazione, ma anche varietà, scenari e storie di successo: disponibile ora il nuovo numero del magazine. Sfoglialo gratuitamente

da Ilaria De Marinis
uva da tavola

Scatto dopo scatto, la stagione 2025 dell’uva da tavola si lascia osservare come un negativo finalmente sviluppato. Un’immagine non sempre rassicurante, ma nitida. È da qui che prende forma il primo numero del 2026 di uvadatavola magazine: dal bisogno di fermare l’istante, leggere ciò che è emerso e provare a ricomporre il quadro, senza indulgenze né semplificazioni.
Per questo, dopo l’editoriale su certificazioni e novità normative, firmato dall’agronomo di Food Agri Service Angelo Gasparre, il magazine si apre con un’analisi che supera il semplice racconto stagionale e scende nella struttura profonda del comparto.

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Il punto di partenza è il dialogo con Antonio Mastropirro, agronomo di Agriproject Group, da cui emergono i segnali lasciati dal 2025: una pressione fitosanitaria fuori scala, fragilità varietali ormai evidenti e modelli tecnici messi alla prova da un intreccio sempre più complesso di fattori climatici e vincoli di mercato. Non un bilancio a posteriori, ma una lettura critica e diretta di ciò che il campo ha mostrato, senza filtri.

Una lettura da cui emergono riflessi che vanno oltre il piano agronomico. La stagione 2025, infatti, ha messo sotto tensione anche l’equilibrio economico e organizzativo della campagna viticola pugliese. A confermarlo Michele Laporta, presidente del Consorzio Uva di Puglia IGP, che mette a fuoco volumi, prezzi e posizionamento competitivo, ma soprattutto il ruolo dell’IGP come strumento di stabilizzazione e riconoscibilità in una fase in cui i margini si assottigliano e la pressione promozionale cresce. Il 2026, emerge chiaramente, non potrà essere affrontato senza scelte più strutturate su aggregazione, logistica e pianificazione varietale.

Il tema delle aspettative – spesso disallineate rispetto alla realtà del mercato – attraversa anche l’intervista con Giovanni Grasso, titolare della Giovanni Grasso Srl. In questo caso, la stagione viene riletta dal punto di vista di chi opera quotidianamente tra produzione e commercializzazione. Ne emerge un racconto diretto, a tratti scomodo, che chiama in causa l’intera filiera: dalla gestione dei volumi alla corsa agli acquisti in pianta, fino alla difficoltà di mantenere coerenza tra qualità reale e prezzo atteso.

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Sul piano più strettamente tecnico, il numero entra nel merito attraverso un inserto targato Uvanova. Felipe Bonelli firma infatti un approfondimento dedicato alle alterazioni epidermiche delle uve bianche, analizzandone cause fisiologiche e strategie di gestione. Un contributo che dialoga direttamente con quanto emerso in campo negli ultimi due anni e che richiama alla necessità di un approccio agronomico sempre più preciso e preventivo.

E il tema della qualità come prerequisito – e non come promessa – torna anche nella rubrica varietà. Con Annamaria Fanelli, riferimento tecnico e commerciale per Bloom Fresh in Italia, andiamo alla scoperta di Cotton Candy™, aprendo lo sguardo alle condizioni tecniche e commerciali necessarie per sostenere varietà ad alto valore, evitando che l’effetto novità si traduca in fragilità produttiva.

uva da tavola cotton candy (1)

Impianto di uva da tavola della varietà Cotton Candy™

Lo sguardo si sposta quindi sull’innovazione applicata, con un approfondimento sull’irrorazione nell’era digitale, chiamata oggi a rendere l’uso dei mezzi tecnici più preciso, efficiente e consapevole. 

A seguire, il racconto di Carolina Auteri – Communication Manager di “Auteri – Meraviglie di Natura” ripercorre storia e modello produttivo di un’azienda che intreccia tradizione, sostenibilità e competitività nel cuore della Sicilia agricola, dove costituisce oggi una realtà di riferimento.

Chiude la rubrica scenari che sposta il punto di osservazione oltre i confini nazionali, analizzando il ruolo dei Paesi Bassi non solo come snodo logistico, ma come elemento strutturale capace di ridefinire flussi, tempi e rapporti di forza all’interno del mercato europeo dell’uva da tavola.

È così che prende forma il primo numero del nuovo anno di uvadatavola magazine. Un concentrato di analisi tecniche, letture economiche e casi aziendali, che – pagina dopo pagina – prova a restituire la complessità di un comparto che si prepara già a una nuova, importante stagione. 

Buona lettura

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