Uva da tavola magazine: sfoglia il nuovo numero

Analisi tecniche, prospettive commerciali e innovazione: in 64 pagine il nuovo numero racconta il presente e il futuro della filiera

da Ilaria De Marinis
uva da tavola magazine

È online il quarto numero del 2025 di uvadatavola magazine, sessantaquattro pagine che attraversano l’intera filiera, dal vigneto al mercato internazionale. Dall’analisi di stagione, che restituisce l’immagine di una campagna complessa e diversificata tra i due poli produttivi italiani, Puglia e Sicilia, alle riflessioni tecnico-scientifiche su temi centrali come la rigenerazione del vigneto, la fertilità del suolo e la gestione post-raccolta, questo numero non solo fotografa il presente, ma offre chiavi di lettura sul futuro. Il tutto in vista del grande appuntamento di LUV Fiera 2026, anticipato in copertina, dove la filiera dell’uva da tavola si darà nuovamente appuntamento per scrivere insieme la propria traiettoria internazionale. 

Scarica e leggi l’ultimo numero di uva da tavola magazine

Andando per ordine, apre il quarto numero l’editoriale di Vincenzo Di Piazza, Presidente dell’Associazione Uva da Tavola Siciliana, che – oltre a richiamare il ruolo dell’Isola come secondo polo produttivo nazionale – invita la filiera a rafforzare strategie comuni per affrontare sfide globali e mercati sempre più selettivi.

Segue la riflessione di Silverio Pachioli agronomo, Accademico dei Georgofili e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, che invita a ripensare i modelli produttivi in chiave di viticoltura rigenerativa. Un approccio che non si limita alla riduzione degli input chimici, ma guarda alla costruzione di ecosistemi resilienti e alla valorizzazione della biodiversità come leva di competitività e responsabilità.

Spazio poi alla prossima edizione di LUV Fiera, in programma a Bari dal 20 al 22 ottobre 2026, che si prepara a trasformarsi in una piattaforma internazionale grazie alla partnership con Fruitnet. Una biennale che non è solo esposizione, ma manifesto culturale ed economico di un comparto che sceglie di essere protagonista.

Si arriva così al cuore del numero, con l’analisi della stagione delle uve precoci, sviluppata secondo le visioni dei diversi attori della filiera raccontate attraverso le parole dell’agronomo Domenico Zagaria, dell’esportatore Emanuele Vita e del produttore Filippo Dipinto. Il quadro che ne emerge è variegato, con una Puglia in cui i volumi si sono rivelati abbondanti, ma non sempre accompagnati da una qualità uniforme, e una Sicilia dal clima più stabile che ha favorito produzioni regolari e ben conformate. Due poli produttivi distinti, ma accomunati dalla centralità delle varietà seedless. Ne esce un bilancio complesso, fatto di luci e ombre, che ribadisce ancora una volta come la competitività passi dalla qualità e dalla capacità del comparto di fare sistema.

Chiuso il bilancio della prima parte della stagione dell’uva da tavola 2025, si inserisce l’approfondimento firmato da Antonello Bonfante, Dirigente di ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – ISAFOM, dedicato al suolo, inteso non più solo come il supporto fisico per le radici, ma quale ecosistema vivo da conoscere e proteggere, a partire da parametri chiave come “Soil Health” e fertilità.
Voltando pagina, con l’agronomo Domenico Abate si torna a parlare di post-raccolta, in particolare dei disordini fisiologici dell’uva da tavola, con uno sguardo rivolto alle strategie preventive per ridurre gli sprechi e garantire una buona shelf-life.
Dal post-raccolta si passa quindi alla ricerca, con il lavoro di Lucia Rosaria Forleo, Bruna Suriano, Maria Francesca Cardone e Rocco Perniola del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria – Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia (CREA-VE) che indaga le varietà ideali per l’uva “ready to eat”, sempre più richiesta dal consumatore moderno.

uva da tavola magazine

Sfoglia l’ultimo numero di uvadatavola magazine

Di gestione del sottofila si parla invece con Maggio Srl all’interno di un contributo che racconta le sfide do un’agricoltura interfilare sostenibile e tecnologicamente avanzata, a supporto della transizione ecologica verso pratiche rispettose del suolo, dell’ambiente e delle esigenze produttive.
A seguire, lo sguardo si sposta sul mondo del confezionamento con l’esperienza di Cartarredo, realtà pugliese nata dall’intuizione dei fratelli Centrone e oggi attore della transizione green e digitale del packaging ortofrutticolo. 

Proseguendo con la rubrica varietà, l’attenzione si sposta sull’uva da tavola Late Pearl® di Grape Evolution, che – coniugando croccantezza, dolcezza e shelf-life prolungata – si sta facendo strada tra i produttori italiani, trovando apprezzamento sia dai mercati nazionali che internazionali.
Chiude il numero una nuova tappa del Grape World Tour, che apre lo sguardo sull’Uzbekistan, dove – con circa 80mila ettari coltivati e una produzione concentrata in aree come Samarcanda e il bacino di Fergana – l’uva da tavola si va affermando come principale prodotto ortofrutticolo d’esportazione. 

Volge così  al termine il quarto numero di uvadatavola magazine. Un numero che intreccia prospettive diverse – agronomiche, tecniche e di mercato – ma che trova nella qualità il suo filo conduttore, unico vero passaporto per i mercati globali. È un messaggio che guarda oltre il presente e si proietta verso il futuro, là dove la filiera avrà modo di ritrovarsi e raccontarsi: a LUV Fiera 2026, il grande appuntamento di Bari che segnerà la rotta internazionale dell’uva da tavola.

Buona lettura

Articoli Correlati