La nutrizione fogliare è una pratica comune per fornire nutrienti minerali alle colture, in particolare in condizioni nutrizionali limitate del suolo.
Rispetto alle applicazioni nel suolo, la nutrizione fogliare offre numerosi potenziali vantaggi, in quanto fornisce sostanze nutritive direttamente sulla vegetazione – senza passare dal suolo – quindi agisce molto più velocemente ed evita la perdita di sostanze nutritive mediante lisciviazione o immobilizzazione nel suolo. La nutrizione fogliare consente di correggere o prevenire le carenze nutrizionali in modo rapido e rispettoso dell’ambiente.
Tuttavia, ci sono anche potenziali svantaggi e rischi associati a questa pratica. Tra gli svantaggi ed i rischi abbiamo che un sovradosaggio di nutrienti potrebbe non portare alla correzione della carenza, bensì potrebbe bruciare le foglie e influire sulla produzione. Nella nutrizione fogliare, il tasso di assorbimento dei fertilizzanti è influenzato da fattori quali le condizioni ambientali, il tipo di fertilizzante utilizzato e, naturalmente, la coltura.
Il professor Thomas Eichert, leader mondiale nella ricerca sulla nutrizione fogliare, sfata in questo articolo alcuni dei più diffusi “miti” collegati all’applicazione di nutrienti minerali per via fogliare.
La rivista cilena di agricoltura Redagrícola ne ha realizzato un interessante articolo, di cui riportiamo alcune parti. Per ottimizzare la nutrizione fogliare, è necessario conoscere i principi di assorbimento dei nutrienti da parte della foglia ed i parametri di controllo. Fortunatamente sono stati compiuti notevoli progressi nella comprensione di questi processi e molti concetti e teorie, precedentemente accettati, sono stati abbandonati o quantomeno modificati, ma alcune delle vecchie visioni rimangono ancora impresse nella mente di ricercatori e produttori.

Mito 1: la nutrizione fogliare è un’alternativa “naturale” alle applicazioni al suolo
Nella nutrizione fogliare si dovrebbe sempre considerare che gli organi aerei delle piante sono progettati più per minimizzare lo scambio di materia con l’ambiente che per assorbire i nutrienti minerali. Per questo motivo, la superficie delle foglie è coperta da una cuticola lipofila più o meno idrorepellente, che resiste alla penetrazione dei soluti idrofili con sostanze nutritive.
Gli stomi, inoltre, sono protetti dall’infiltrazione di acqua liquida. Pertanto, la sfida principale è superare la barriera della superficie fogliare in modo che i nutrienti vengano assorbiti dalle foglie ad un ritmo adeguato, ma abbastanza basso da evitare di bruciarle. Ne concludiamo, quindi, che l’assorbimento fogliare dei nutrienti dalla superficie fogliare è un processo puramente fisico e regolato dalle leggi della diffusione.
Mito 2: le foglie assorbono attivamente i nutrienti fogliari
Contrariamente all’assorbimento delle radici, i processi coinvolti nell’assorbimento fogliare sono passivi e quindi la penetrazione dei nutrienti sulla superficie della foglia non è selettiva. Ciò significa che i nutrienti applicati alla foglia penetreranno indipendentemente dai requisiti fisiologici della pianta.
La natura passiva del processo di assorbimento ha una conseguenza importante: qualsiasi sostanza presente sulla superficie fogliare penetrerà fintanto che esiste un gradiente di concentrazione sulla superficie fogliare come forza motrice per la diffusione. Se il tasso di penetrazione è molto alto e incompatibile con il metabolismo della pianta, il risultato sarà la combustione delle foglie, un fenomeno frequentemente osservato nella pratica.
L’efficacia della nutrizione fogliare deve quindi affrontare due sfide, da un lato un basso tasso di assorbimento dovuto alle proprietà repellenti della superficie fogliare e dall’altro un tasso eccessivo causato dal processo di assorbimento passivo. Quindi la principale sfida della nebulizzazione fogliare è applicare la dose ottimale di nutrienti per correggere o prevenire le carenze nutrizionali senza bruciare le foglie.
Mito 3: la cuticola è l’unico percorso di entrata disponibile
Il meccanismo di assorbimento delle foglie ha dimostrato che gli stomi hanno un ruolo importante nella penetrazione delle foglie. È stato riscontrato che i tassi di assorbimento sono correlati con la presenza, la frequenza o l’apertura degli stomi. D’altra parte, è chiaro che l’infiltrazione attraverso lo stoma della soluzione applicata alla foglia non avveniva per flusso di massa (a meno che la tensione superficiale non fosse ridotta da un ingrediente attivo molto efficace sulla superficie).
Questo paradosso è stato risolto quando è stato dimostrato che le molecole molto piccole penetrano negli stomi per diffusione nella superficie dei pori stomatici e non per flusso di massa della soluzione. Ne risulta che la percentuale di stomi coinvolti nell’assorbimento fogliare è spesso ridotta, mentre allo stesso tempo, il contributo quantitativo della penetrazione stomatica all’assorbimento totale può essere sostanziale. Gli esperimenti suggeriscono che gli stomi possono essere la via di assorbimento più importante soprattutto per i nutrienti minerali.
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